(Adnkronos) - Una squadra al femminile di dottoresse, sostenute e aiutate da uno psicologo che si batte con loro, unite da una sola missione: aiutare le donne vittime di violenze ad uscire dal tunnel di dolore in cui sono precipitate. E'
La pellicola, presentata con un’anteprima all’Ambasciata di Francia a Roma - cui ha partecipato Marie-Claire Daveu chief Sustainability e Institutional Affairs Officer Kering e VVicepresidente Kering Foundation - è distribuito nel nostro Paese da Satine Film ed è ispirato all’esperienza cui ha dato vita la ginecologa e ostetrica Ghada Hatem. Anteprima, quella di ieri sera, segnata dalla presenza della stessa fondatrice della Maison des femmes di Saint-Denis, la dottoressa Hatem, che ha ricevuto una targa-premio da Amnesty Iternational. “Quando si crede in qualcosa si possono sollevare le montagne e convincere tante persone a partecipare. Siamo partiti con poco e oggi in Francia abbiamo 35 Maison des Femmes” ha scandito. Da parte sua Marie Claire Daveu, Chief Sustainability e Institutional Affairs Officer Kering e vicepresidente Kering Foundation, ha affermato che “accompagnare questo film, nato dall’esperienza della Maison des femmes che Kering Foundation sostiene fin dai suoi esordi, significa contribuire a dare voce a storie e percorsi che troppo spesso rimangono invisibili”.
La struttura francese raccontata nel film rappresenta un modello che si è esteso. Non è un caso, infatti, che Kering Foundation ne abbia sostenuto lo sviluppo fin dal 2016 promuovendo la creazione, dal 2021, di quindici Maisons des femmes diffuse sul territorio francese. E partecipando al progetto in veste di partner nella diffusione. L'équipe che nella periferia della Capitale transalpina lavora in una vera e propria trincea, tra problemi di bilancio e impegni senza sosta, è interpretato sul grande schermo dalle attrici Karin Viard, (che veste i panni di Diane Khoury, la responsabile del centro) Laetitia Dosch, (Manon, l'ostetrica) Eye Haïdara (nel film Awa, un'energica infermiera) Juliette Armanet (Lucie) e Oulaya Amamra (Ines). Un gruppo di donne che, giorno dopo giorno, combatte per offrire un futuro a chi bussa alle porte della loro struttura. Una sfida che le rende sempre più una famiglia coesa e solidale.
