Ddl Zan, Brosio: "Bene Chiesa, a rischio concetto famiglia cristiana"
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Ddl Zan, Brosio: "Bene Chiesa, a rischio concetto famiglia cristiana"

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''La Chiesa ha fatto bene perché nell'articolo 1 del ddl Zan si mette in dubbio addirittura l'identità di genere che è quella su cui si basa la famiglia cristiana. Accogliendo il principio dell’identità di genere per cui uno non corrisponde al sesso che ha in natura ma alla percezione che ha di sé si va incontro a situazioni paradossali.

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C’è già la legge Mancino che prevede una tutela contro gli atti di discriminazione e di violenza, poteva essere allargata agli atti discriminatori contro i gay, i trans e i disabili''. Così Paolo Brosio all'Adnkronos sulla presa di posizione del Vaticano sulla legge Zan contro l'omotransfobia.

"Nell'articolo 4 del ddl Zan è tutelato il diritto di parole -spiega il giornalista- tranne in quei casi in cui la manifestazione del pensiero possa determinato atti discriminatori. Quindi se io nell’ora di religione cattolica dico che la famiglia che vuole Cristo è quella naturale composta da mamma papà e bambino io divento immediatamente perseguibile e posso essere portato in Tribunale alla sbarra. Il ddl Zan quindi è una legge bavaglio''.

"L'articolo 7 del ddl Zan -continua- introduce anche l'educazione gender nelle scuole e a me non sta bene per niente. Perché uno deve indottrinare dei bambini piccoli? Il Vaticano ha depositato presso l’Ambasciata italiana presso la Santa sede una denuncia formale sulle possibili conseguenze che questa legge può avere nel catechismo della Chiesa cattolica''.

''Con l'approvazione del ddl Zan gli insegnamenti della Chiesa possano essere oggetto di vessazioni, indagini e condanne e non è giusto perché c’è un accordo tra lo Stato e la Chiesa che sancisce che la Chiesa possa agire liberamente nei suoi principi'', conclude.

(di Alisa Toaff)

 

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