L'event manager: "Mascherine in discoteca? Si alimentano feste illegali con rischi seri"
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L'event manager: "Mascherine in discoteca? Si alimentano feste illegali con rischi seri"

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"Nei locali ci si va per divertirsi, per socializzare e anche, diciamolo, per flirtare. Se qualcuno intende confermare l’obbligo delle mascherine solo per le discoteche, vuol dire che non è mai andato ad una festa nella sua vita, non sa di cosa parla.

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E, cosa più seria, alimenta le feste illegali negli appartamenti, nelle ville, nei boschi, dove non esiste alcun controllo né sicurezza. Zero. Feste di questo genere, e so di cosa parlo, aprono la strada al reato di ‘tentata strage’. Se ne rendono conto?". L'event manager Alessandro Asoli, da anni organizzatore di mega eventi musicali in Italia e in Europa, stigmatizza in modo netto parlando con l'Adnkronos l’ipotesi di subordinare l’apertura delle discoteche all’uso delle mascherine.

"Un conto è andare ad un concerto che è godibile anche ascoltando seduto chi si esibisce. Altro conto è andare in discoteca, ma – evidenzia Asoli – i ragazzi non rinunciano facilmente alla voglia di ballare e socializzare e allora spuntano le feste abusive dove non sono controllati in alcun modo da nessun punto di vista, droga inclusa. Noi imprenditori della notte siamo tenuti ad avere un piano di evacuazione in caso di cataclismi di qualsiasi tipo, estintori, naspi antincendio, nonostante i locali siano tutti ignifughi, vie di fuga, telecamere. Nei nostri eventi è tutto controllato e regolato da norme che salvano la vita. E se qualcuno si sente male, abbiamo il personale di primo soccorso".

Non solo. Secondo il manager della notte, le norme italiane aiutano la concorrenza anziché gli imprenditori dello Stivale: "Nelle nostre discoteche la distanza fra ogni persona deve essere di 1 metro e 20, mentre in Spagna, per citare uno dei paesi dove la movida è di casa, la distanza necessaria è di 0,70 cm. Questo significa che a Roma, capitale d’Italia, potrebbero andar bene solo il Circo Massimo o l’Ippodromo se si volesse avere grandi artisti. In alternativa si è obbligati a optare per artisti minori. Ecco che qui l’imprenditore della notte è tipo un Highlander. Ne resterò solo 1. Tornando poi alla situazione contingente – riassume Asoli – non ha senso aprire le discoteche con la mascherina e con le distanze stabilite ad oggi. A questo punto ha fatto bene San Marino: lì le discoteche sono aperte. E punto. Ed entra chi è vaccinato".

 

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