Il Tg4 compie 30 anni, l'amarcord di Fede e Brosio
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Il Tg4 compie 30 anni, l'amarcord di Fede e Brosio

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Trent'anni di vita per il Tg4. Nato grazie ad una 'levatrice' a tutti nota come Legge Mammì che concesse la diretta alle reti private il primo vero notiziario di Mediaset ha avuto inizialmente un taglio 'rosa' perché nell'idea di Silvio Berlusconi Rete4 doveva rivolgersi prioritariamente alle donne e forse non a caso la prima a dirigerlo nel 1991 è per l'appunto una donna, Edvige Bernasconi, ma solo per un anno.

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Già nel '92 arriva Emilio Fede da Studio Aperto (su Italia1) per restare al timone del Tg4 fino al 2012: vent'anni in cui la politica è stato il piatto forte della testata, sempre con uno sguardo curioso verso la moda e il costume e in cui le edizioni sono aumentate così come la loro durata. ''Il Tg4 era unico - racconta Fede all'Adnkronos - la sua caratteristica era la rapidità del racconto. Non si soffermava ma sulle parole e sui colori ma solo sui fatti''. Sull'onda dell'importanza della ''rapidità'' in un telegiornale, Fede ricorda quando, appena un anno, in fretta e furia e in piena notte fu il primo ad andare in onda con 'Studio Aperto' proprio nel momento in cui Silvia Kramar de 'Il Giornale' annunciava dagli Stati Uniti lo scoppio della guerra del golfo''.

''Abbiamo sofferto ma non abbiamo mai mancato una notizia - sottolinea Fede - ho cresciuto dei figli fedelissimi moralmente e professionalmente, un gruppo di giornalisti che ancora oggi vedo spesso e con cui vado a mangiare una pizza fuori''. E sulle ramanzine che faceva ai suoi cronisti rimaste alla storia l'ex direttore del Tg4 commenta: ''Ho sempre avuto voglia di raccontare senza usare una pioggia di aggettivi e ho insegnato a tanti colleghi che sono stati con me per anni. Tanti giornalisti che oggi sono sulla piazza - ribadisce Fede - sono nati al Tg4 e hanno imparato che il cronista si spoglia degli aggettivi e racconta solo quello che vede, i fatti, la realtà!". Tra le 'scoperte' di Fede anche Paolo Brosio: "Mi ha chiamato per una reunion e ci andrò per abbracciarli tutti - assicura - ricordo che (Brosio, ndr) arrivava dai quotidiani e si era offerto per essere accolto nel gruppo del Tg4. Gli ho fatto fare una prova che è durata appena mezz’ora e in cui gli ho detto : 'Va bene, sei un bravo cronista, sei assunto', e da lì ha fatto strada, anche con l’aiuto della Madonna'', conclude.

"Il Tg4 è stata la mia 'prima casa', il mio trampolino di lancio, dopo 15 anni di quotidiano, alla 'Nazione' e al 'Secolo XIX'. Fui preso come inviato e feci una carriera pazzesca -racconta Paolo Brosio all'Adnkronos - varcai le porte di Mediaset a Milano 2 nel 1991 ed era appena scoppiata la Guerra del Golfo. Arrivai in un momento tremendo. La prima volta che sono uscito con la telecamera per il Tg4 ho fatto uno scoop pazzesco -prosegue - ho fatto parlare a Quarto Oggiaro un imprenditore vittima del racket dell'ndrangheta a cui avevano bruciato l’azienda. Entrai nell’ospedale dove era ricoverato per le ustioni vestito da infermiere e gli ho fatto un’intervista di 10 minuti dove lui raccontò che gli avevano chiesto il pizzo e siccome non aveva ceduto gli avevano bruciato il locale e lui per salvarlo si era ustionato. Fu una rivelazione enorme. Poi ho fatto lo scoop della Moby Prince - prosegue Brosio - ho trovato il video dei 5 minuti prima dell’esplosione. Grazie a quel video - rivela - nella sala del bow thruster hanno scoperto che c’era del semtex, un potenziale esplosivo delle Forze Speciali dell’Esercito. Fu una scoperta incredibile''.

Ma tra uno scoop e l'altro Brosio non dimentica le ramanzine di Fede che hanno fatto storia: "Ogni giorno contestava qualcosa a qualcuno -racconta scoppiando in una fragorosa risata - tra gli aneddoti più divertenti ce n'è uno in particolare: era un 20 settembre del 1994, giorno del mio compleanno e 'Striscia' mi mandò il Gabibbo con la torta. Quando lui vide questa cosa andò su tutte le furie. Io dovevo andare in onda e avevo questo Gabibbo dietro e non riuscivo a liberarmene, così scoppio il finimondo''. Per ricordare i vecchi tempi l'ex inviato del Tg4 venerdì prossimo ha organizzato una reunion al Grand Hotel Principe di Piemonte a Viareggio dove ci sarà anche Emilio Fede, rivela: ''Faremo un’intervista con Stefano Zurlo de 'Il Giornale' e con il direttore de 'La Nazione' di Firenze. Parleremo di attualità ma anche del passato e del Tg4. Sono molto emozionato'', conclude Brosio.

Dopo l'era Fede, segnata anche da diverse polemiche sulla conduzione del Tg e, in particolare, sul favore manifesto verso Berlusconi che in quegli anni ('94) scendeva nell'arena politica per restarvi, è arrivato Giovanni Toti, attuale governatore della Regione Liguria che, proprio per il suo ingresso in politica nel 2014, ha lasciato l'incarico affidato poi a Mario Giordano. Con lui l'edizione principale delle 18,55 ha sterzato sulle inchieste riguardanti la vita di tutti i giorni, con un certo riguardo verso i cittadini vittime di ingiustizie. Politica e cronaca nera comunque sempre al centro secondo una linea editoriale che, però, Alessandro Cecchi Paone, chiamato a condurre il Tg4 nel 2016, ha contestato al punto da mollare tutto in pochi mesi. Ma la direzione di Giordano ha proseguito il proprio cammino fino al 2018 quando a succedergli è arrivata Rosanna Ragusa, già condirettrice della testata Videonews. Un inizio in solitaria che è divenuto prestissimo una navigazione con doppio timoniere: dopo pochi mesi Gerardo Greco ha assunto, infatti, la direzione del Tg4, mentre la Ragusa è rimasta come condirettrice. E anche Greco, come Fede, ha dato il suo volto al Tg4.

Ma, come si dice, la ruota gira. E n el 2019 la direzione è tornata a Rosanna Ragusa mentre il Tg4 ha vissuto un cambiamento strutturale con la riorganizzazione dell'informazione Mediaset, divenendo da testata autonoma a prodotto della redazione diretta da Andrea Pucci, NewsMediaset. E la Ragusa è tornata a rivestire il ruolo di condirettrice della testata cui fanno capo gli spazi di informazione di Cologno Monzese (eccetto TG5 e Videonew) con specifica delega al Tg4 che, dopo un periodo ricco di ospiti in studio e una virata verso la formula del talk, nel 2020 ha lasciato il proprio studio (lo studio 4 di Cologno Monzese), per essere trasmesso definitivamente dallo studio 15 che ospita la scenografia di TGcom24. Tradotto: niente più studio autonomo né ospiti in studio. E così questo compleanno che domani porta la vita del Tg4 a 6 lustri si celebrerà con Andrea Pucci alla direzione.

(di Alisa Toaff)

 

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