Al Bano: ''Virus ha aggredito anche mia figlia Jasmine, dura vederla stare così male'' - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
26
Dom, Set

Al Bano: ''Virus ha aggredito anche mia figlia Jasmine, dura vederla stare così male''

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

''Jasmine non sta bene. L’abbiamo dovuta 'segregare' e per una ragazzina di 20 anni è molto dura. Ha la febbre a 38, è spossata e ha un po' di tosse, le cose tipiche di questo maledetto virus''. E’ quanto racconta preoccupato Al Bano all’Adnkronos sulle condizioni di salute della figlia Jasmine Carrisi, avuta con la compagna Loredana Lecciso, dopo che la stessa cantante pugliese, sulle sue storie di Instagram, ha rivelato di aver contatto il Covid.

alternate text

 

''Comunicazione importante - ha scritto Jasmine su Instagram - Sono positiva, ho preso il Covid. Sto veramente una mer..., sto malissimo . Però passerà, spero presto''. Al Bano spiega che la figlia aveva fatto solo la prima dose di vaccino ed era in attesa della seconda. ''Se non avesse fatto neanche la prima chissà come starebbe oggi - prosegue - è dura vederla in quelle condizioni, aggredita da un microbo contro cui non puoi fare nulla. Il vaccino è la salvezza dell’umanità - sottolinea Al Bano - Leggo che alcuni no-vax, dopo essere stati colpiti dal virus, ora fanno appello a vaccinarsi. Ognuno è libero di vivere e morire come gli pare e piace - continua il cantante- però questo non può influenzare l’andamento dell’umanità''. Il Green pass? ''Tutte le precauzioni che servono ad allontanare il virus vanno prese, vanno fatte e vanno rispettate - sottolinea Al Bano- Mi vengono in mente quelle lunghe file di 70 anni fa vicino alla scuola di Cellino San Marco con un dottore in testa che ci faceva a tutti il vaccino del vaiolo, avevo 8 anni. Fu così che ci salvammo dal vaiolo!", conclude.

(di Alisa Toaff)

Ti potrebbero interessare anche:
article-top-ads-ct-cca-002