Danza, Abbagnato: "la mia nuova 'Giselle' al passo con i tempi, energia e modernità'
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Danza, Abbagnato: "la mia nuova 'Giselle' al passo con i tempi, energia e modernità'

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"Una 'Giselle' nel pieno rispetto della tradizione, eppure diversa da tutte le altre versioni". Con queste parole Eleonora Abbagnato annuncia il debutto di 'Giselle', di cui ha curato la coreografia, che inaugura, in prima assoluta, il 21 settembre al Teatro Lirico di Cagliari, 'Autunno in musica 2021' (allestimento Fondazione Teatro dell’Opera di Roma /Daniele Cipriani Entertainment).

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In cartellone fino al 26 ( doppia recita il 24). Protagonisti la georgiana Maia Makhateli e l’argentina Ana Sophia Scheller, Albrecht sarà il brasiliano Flavio Salamanka in alternanza con Michele Satriano. Il ruolo di Myrtha verrà interpretato nel primo cast, da Mariana Suriano, nel secondo dalla giapponese Madoka Sasaki, mentre il celebre Passo a due dei contadini sarà danzato dalla coppia Rebecca Storani e Simone Agrò.

"Interamente nuova è la scrittura del balletto, la coreo-grafia - aggiunge Eleonora Abbagnato - Ha il sapore romantico del balletto originale, ma con infusa un’energia più moderna, soprattutto nelle scene d’insieme, in sintonia con l’energia dei ballerini di oggi e con la loro tecnica assai più audace rispetto a quella di un corpo di ballo nel 1841, anno in cui il lavoro debuttava a Parigi".

"Gli spettatori vedranno infatti un corpo di ballo meno statico di quello della coreografia Coralli-Perrot, partecipe anche nei celebri passi a due, sia del primo atto che del secondo - prosegue l'étoile di Palais Garnier e direttrice del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma - Ci saranno i momenti di pantomima, nonché la celebre scena della pazzia e della morte di Giselle come nel balletto che tutti conosciamo, ma avranno un sentire più moderno e leggibile dallo spettatore".

Nel nuovo allestimento Eleonora Abbagnato darà particolare risalto a due personaggi femminili che si imporranno nel loro ruolo con più forza e con una maggiore identità. Polarità diversissime che si attraggono. Myrtha, Regina delle Villi, colei che conferisce la struttura a tutto l’atto bianco (ruolo che è stato uno dei cavalli di battaglia dell’Abbagnato), nel primo atto, invece, la madre di Giselle, Bertha, una contadina ferma e risoluta. Una 'Giselle' di contrasti, dunque, tra la solarità del primo atto e la notturna atmosfera di morte del seconda. Sarà lo scenografo Andrea Miglio a sottolineare questa dicotomia.

Scene dipinte e tradizionali ma – tocco moderno – con quinte e soffitti a principale. Di particolare effetto nel secondo atto la gigantesca croce di luce simboleggiante il perdono cristico di Giselle che prevarrà sull’odio di Myrtha e che, rompendo la catena karmica della vendetta, mostrerà la progressione naturale da amore a libertà. I costumi di Anna Biagiotti sono romantici e, al contempo, raffinatamente stilizzati. Il sapiente disegno luci è di Alessandro Caso. Esegue la partitura di Adolphe Adam l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, sul podio David Garforth.

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