Dj Aniceto: Discoteche non sono lager, in qualunque modo bisogna ripartire" - il Centro Tirreno
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02
Gio, Dic

Dj Aniceto: Discoteche non sono lager, in qualunque modo bisogna ripartire"

Spettacoli
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“Le discoteche non sono un lager. Mi piace pensare che la politica e Draghi abbiano recepito il mio messaggio tramite il mio tatuaggio del green pass come simbolo di ripartenza nelle discoteche. E di questo li ringrazio dal profondo del cuore.

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In qualunque modo bisogna ripartire”. Lo dice all’Adnkronos Dj Aniceto, in riferimento all'indicazione del Cts per la riapertura delle discoteche con una capienza del 35% al chiuso e del 50% all'aperto.

“L’importante è la ripartenza e piano piano ce la faremo - auspica Aniceto - Da dj accetterei anche una capienza al 10%. Capisco i proprietari ma l’importante è che l’opinione pubblica non veda più noi dj come assassini e i locali come un moderno lager infernale. La cautela ci vorrà sempre – aggiunge il dj antidroga - visto che il Covid esiste e ne sono morte centinaia di migliaia di persone. Il mondo non sarà più come prima ed anche il mondo della notte”.

“Ci si dovrà abituare alle mascherine e a tutte le altre precauzioni sanitarie - prosegue Aniceto - Io addirittura consiglierei ai dj i primi tempi di togliere dalle proprie selezioni la musica di contatto come il ‘reggaeton’. La gente deve ritornare ad avere fiducia e amore verso il mondo dei locali notturni, che, ricordiamolo sempre, in generale possono essere luoghi più sicuri per i giovanissimi del parchetto sotto casa o della villetta dell’amico di turno, perché facilmente controllabili nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Penso – conclude - che con i vaccini e il green pass sia davvero possibile una ripartenza”.

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