E’ l’ultimo lavoro firmato dal regista e coreografo di origine russa, scomparso recentemente, un inno alla vita, alla speranza, il suo testamento spirituale.

“Un lavoro che esorta ad accendere il lato luminoso della nostra vita interiore, per ritrovare sempre noi stessi. Anche in questi tempi di smarrimento”, come aveva sottolineato Micha van Hoecke
