Sanremo, i 12 Giovani tra melting pot e gender fluidity
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
16
Mar, Ago

Sanremo, i 12 Giovani tra melting pot e gender fluidity

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Sanremo Giovani all'insegna della contaminazione culturale e della gender fluidity. A guardare i 12 finalisti di Sanremo Giovani già si intuisce che le sorprese e le novità non mancheranno, tra un melting pot tanto regionale quanto internazionale e una fluidità di genere inedita per il festival.

alternate text

 

Così tra i 12 che si contenderanno nella finalissima del 15 dicembre i due posti direttamente nel cast dei Big del festival 2022 (così è stabilito dal regolamento di quest'anno che elimina le Nuove Proposte come categoria dalle 5 serate di febbraio) spiccano la prima concorrente sanremese nata in Yemen, Samia, trasferitasi in Italia a 4 mesi e adottata da una famiglia italiana, ma anche la gonnellina a schacci da cui il bellunese Oli, all'anagrafe Marco Poletto, non si separa mai. Samia canta 'Fammi respirare', un brano di cui ha scritto il testo e che "parla di amore, della necessità di lasciare spazi alla persona che si ama e del bisogno di amare una persona tanto quando si arrende che quando si rialza".

"Sono contenta - sottolinea all'Adnkronos - di poter dire sul palco di Sanremo Giovani che sono nata in Yemen, perché è un Paese stupendo che purtroppo vive una situazione difficilissima. In realtà sono cresciuta a Roma da sempre e dello Yemen ho mantenuto il sangue e l'abbronzatura. La mia mamma adottiva è romana ma mio padre veneto, così mi piace dire che sono l'unica cantante che ha il nome arabo e il cognome leghista: Samia Pozzobon", dice la cantante. Che poi sposa la proposta di Enzo Mazza della Fimi su un cast sanremese composto al 50% da donne ma con una clausola: "La proposta è buona. Viva le donne a Sanremo, ma viva le donne talentuose. Io voglio stare in un cast perché me lo sono meritato non perché devo rappresentare la quota rosa", sottolinea.

Mentre Oli presenta 'Smalto e tinta', in cui parla proprio della "sfida al pregiudizio": "Ho un passato da obeso sempre troppo attento al giudizio degli altri. Questo brano è un invito a lasciarsi andare, a seguire la propria ricerca anche estetica, ad abbandonare le discriminazioni di ogni tipo, sessuali o razziali che siano. Per questo indosso una gonna, perché mi sento bene e non vedo perché dovrei rinunciarvi per un pregiudizio. E questo c'entra poco con la mia identità sessuale: ho avuto anche esperienze omosessuali ma attualmente ho un rapporto etero. Voglio essere libero, anche di amare una donna indossando una gonna", sintetizza Oli.

Tra i selezionati dalla commissione artistica c'è anche Yuman, classe ‘95, nato a Roma da padre capoverdiano e mamma romana, che si è già fatto notare in radio e sulle piattaforme streaming e che al festival vuole portare 'Mille Notti'. Gli altri prescelti per la finalissima del 15 dicembre sono: Bais, vero nome Luca Zambelli, classe 1993, cresciuto a Bassano del Grappa e trasferitosi a Milano, che presenta 'Che Fine Mi Fai', Martina Beltrami con 'Parlo di te' (di Torino), Esseho con 'Arianna' (di Roma), Matteo Romano con 'Testa e croce' (di Cuneo), Tananai con 'Esagerata' (di Milano). Dei 12 finalisti fanno parte anche i 4 selezionati da Area Sanremo: Destro con 'Agosto di piena estate' (Leverano – Le), Littamè con 'Cazzo avete da guardare' (Terrassa Padovana – Pd), Senza_Cri con 'A me' (Brindisi), Vittoria con 'California' (Villafranca in Lunigiana – Ms).

Amadeus, passato a salutarli in mattinata negli studi Fabrizio Frizzi, non si è sbilanciato sul festival che verrà. "Ci sono tante belle canzoni", ha detto al Tg1 il conduttore, che poi non ha voluto sbilanciarsi su altri ospiti musicali: "Vasco? Magari! I Maneskin? Non lo so. Non so niente!", si è defilato ironico dando appuntamento dall'1 al 5 febbraio.

di Antonella Nesi

Ho scritto e condiviso questo articolo
Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.