Un teatro-concerto a Santa Cecilia per dare voce alle donne afghane
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
20
Sab, Ago

Un teatro-concerto a Santa Cecilia per dare voce alle donne afghane

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Parole e musica, per dare voce alle donne in Afghanistan e per difendere i diritti umani: è l'obiettivo dichiarato del concerto-teatro organizzato dal Conservatorio di Santa Cecilia con Unetchac, Universities Network for children in armed conflict, in collaborazione con l'Istituto di studi politici San Pio V, con il supporto del ministero degli Esteri.

alternate text

 

L'evento si svolgerà martedì alle 19 nella sede del conservatorio statale di musica, in via dei Greci a Roma e vedrà la partecipazione di artisti come l'attrice Monica Guerritore, l'attore Edoardo Coen, i cantanti Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, Grazia Di Michele, il musicista Ambrogio Sparagna.

Insieme a loro, Sergio Iovino direttore artistico di Unetchac presenterà il brano inedito dal titolo 'Far away yet close' - 'Lontani eppure vicini', da lui ideato e composto ed eseguito insieme all’artista afghano Sirat Aziz Ullah e al musicista Claudio Cappelli. Le performance musicali saranno alternate dalle letture di testi. L’evento vedrà anche la partecipazione di rappresentanti di istituzioni e della società civile, che si uniscono all’appello lanciato dal network.

"La musica è uno strumento potente per avvicinare anime e popoli, per dare voce a chi non ancora può fare sentire la propria voce - sottolinea a tal proposito Eugenio Bennato - Oggi le nostre voci si uniscono per dare voce e speranza alle donne afghane". Il concerto vuole essere solo la prima delle azioni che Universities Network intende promuovere per il sostegno delle donne afghane che, costrette a lasciare il loro Paese, si trovano ora nella condizione di costruire una nuova dimensione privata e professionale all’interno di realtà sociali diverse rispetto alla loro comunità di origine.

(di Enzo Bonaiuto)

 

 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.