"Ha raccontato umili e oppressi, mettendosi sempre dalla loro parte, con intelligenza e ironia, ‘cantando per chi non aveva fortuna’, come recita il brano di ‘Film d’amore ed anarchia’. La sua straordinarietà era nel raccontare l’ordinarietà della gente comune".

A sottolineare questa ‘cifra’ di Lina Wertmuller, durante i funerali della regista nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma, è stato don Walter Insero, amico personale della regista. Tante le personalità del mondo dello spettacolo arrivate per dare l'ultimo saluto alla regista. Tra i primi ad arrivare, l’attore protagonista di tanti film diretti da Lina Wertmuller, Giancarlo Giannini, che con voce rotta dalla commozione ha detto: "Abbiamo perso una grande donna e una grande regista: senza di lei non avrei fatto nulla". Ma fuori dalla Chiesa, davanti al sagrato. dove il feretro all'arrivo è stato accolto da un lungo applauso, si sono radunate alcune centinaia di persone comuni che hanno voluto testimoniare la loro ammirazione per la regista.
"Ricordiamo - ha detto ancora don Walter durante l'omelia - una grande artista, una donna che esprimeva e comunicava la sua gioia di vivere, che si era definita ‘regista del buonumore’ e che amava Papa Francesco perché diceva che lui arrivava al cuore delle persone con la sua simpatia. Lei ha trasmesso simpatia attraverso le sue opere, anche con quegli occhiali bianchi che erano il suo segno distintivo".
"Aveva una naturale tendenza a camminare dal lato assolato della strada - ha aggiunto - come sottolineava parafrasando Louis Armstrong. Mi colpiva di lei il suo essere una donna semplice, nonostante il grande successo e i premi internazionali: non badava ai riconoscimenti pur apprezzandone il valore". Don Walter ha inoltre osservato che "Lina ha conservato per tutta la sua vita la sua anima di scugnizza, non ha mai soffocato la bambina che era dentro di lei. Ricordava, citando Fellini, che la vita è una festa e va vissuta insieme. Diceva di non lasciare che sia la vita a giocare con te ma di giocare tu con la vita". E Lina Wertmuller sapeva giocare veramente bene…
(di Enzo Bonaiuto)
