Sanremo: le prove dei big al 'Festival' dal megafono all'autotune
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Sanremo: le prove dei big al 'Festival' dal megafono all'autotune

Spettacoli
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Nell'azzurro che più azzurro non si può dell'Ariston, con i testi dei brani già pubblicati e i ritmi delle canzoni che devono restare rigorosamente inediti, le attenzioni dei giornalisti sulla sfilata dei 25 big alle prove alla vigilia del 'Festival di Sanremo' si concentrano sugli effetti luminosi e animati del palco e sul look degli artisti. Senza tralasciare qualche curiosità.

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Ecco allora che spicca un grammofono d'epoca accanto al direttore d'orchestra per il brano di Giusy Ferreri, che a sua volta usa un vecchio megafono per trasformare la sua voce durante l'esecuzione del brano. All'opposto temporale e tecnologico, fa da contrappunto l'autotune di diversi rappresentanti della categoria rap.

Quanto agli effetti ottici, raggi laser per tutti e poi, a scelta, pioggia e temporali e mari in tempesta, figure geometriche colorati, petali di fiori che si schiudono e foglie tratteggiate, mimetiche e figure umane stilizzate, soli che compaiono dietro le nuvole, farfalle e cieli stellati, fino alle graphic novel.

Passando al look - ma non è detto che ognuno indossi l'abito delle prove anche durante le serate del festival - i colori decisi a tinta unita prevalgono: dal bianco regale con tanto di mantello di Elisa e da quello fasciato di Noemi, al total black un po' funebre di Highsnob & Hu; al rosso acceso di Rettore. Ma c'è anche Achille Lauro con elegantissimo vestito a grandi quadri e Aka7even che con il suo completo giacca-pantaloni-camicia mille tinte rappresenterebbe una ardua sfida in una prova per scoprire chi soffre di daltonismo... e non mancano i luccichii e i brillantini, da Iva Zanicchi su fondo nero a Giusy Ferreri dorati ma soltanto ai fianchi di una silouette nera.

Quanto alle 'taglie' anche qui amplissima scelta: dall'abito lungo di tante artiste e dal cappottone di Mahmood fino alla minigonna vertiginosa di Ana Mena 'ammortizzata' però dagli stivaloni, in una sorta di derby a lasciar coperta o scoperta quel pochissimo di arto inferiore che resta, con inevitabile effetto erotico.

Le prove vanno via più o meno regolarmente, cinque o sei cantanti sono costretti al bis per qualche effetto musicale o piccolo difetto tecnico al microfono o nel ritorno in cuffia; mentre le esecuzioni sempre impeccabili dell'orchestra - con il maestro Peppe Vessicchio ancora assente - consentono di terminare tutto in circa cinque ore, senza neanche il tempo di ascoltare l'ultima barzelletta che la Zanicchi minaccia di raccontare terminata la sua esibizione. Neanche Fiorello, però, può far ridere: ha fatto soltanto un po' capolino durante una fase delle prove, rimanendo rigorosamente muto. Il modo migliore per far crescere l'attesa del suo - o dei suoi... - show sul palco dell'Ariston al fianco di Amadeus.

(dell'inviato Enzo Bonaiuto)

 

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