Vauro: ''Pugno chiuso al Festival di Sanremo? 'Mi piace, simboleggia unità, lotta e resistenza'
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Vauro: ''Pugno chiuso al Festival di Sanremo? 'Mi piace, simboleggia unità, lotta e resistenza'

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''Non ho visto il Festival di Sanremo ma se hanno fatto il saluto con il pugno chiuso mi fa estremamente piacere. E' un saluto che mi piace molto anche per quello che simboleggia: unità, lotta, per il nostro paese ha simboleggiato anche una componente grande della resistenza’''.

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Così il vignettista Vauro Senesi all’Adnkronos commenta le polemiche social che si sono scatenate dopo l’esibizione di ieri sera al Festival di Sanremo de La Rappresentante di Lista che, dopo aver presentato il suo brano 'Ciao ciao', ha chiuso il pezzo salutando con il pugno chiuso. ''Si indignano perché dicono che a Sanremo non bisogna fare politica? - prosegue Vauro - Perché in Parlamento si fa politica? Ormai sembra il mercato delle vacche, dei rimasugli, delle pulci. Magari ci fosse stato qualche pugno chiuso anche lì e magari si ricominciassero a vedere tanti pugni chiusi in questa società che sembra sempre più caratterizzata dalla diseguaglianza, dalla ingiustizia sociale e dalla miseria crescente!".

''Ora si dibatte sul pugno chiuso a Sanremo ma sui ragazzi che manifestavano contro le morti sul lavoro causate anche da queste sciagurata legge alternanza scuola/lavoro nessuno si indigna ? - chiede Vauro - Io ho visto che alcuni di loro alzavano il pugno chiuso, ma lì non c’è stato nessun dibattito: li hanno presi a manganellate e non ho visto nessuno sollevare polemiche sul fatto che si spacchi la testa a dei ragazzi. Non mi risultano invece manganellate a chi manifesta 'a braccio teso'. Eppure il braccio teso è quello che ci ha portato alla guerra e alla dittatura - continua il vignettista - il pugno chiuso invece rappresenta la liberazione. Perché non ci si indigna per gli studenti pestati, per i lavoratori licenziati tramite whatsapp o tramite mail o per Taranto? Il pugno chiuso è anche simbolo di indignazione e di rivolta intelligente'', conclude.

(di Alisa Toaff)

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