“E’ una perdita che viene affrontata con delicatezza ma anche con forza”. Descrive così, Anna Valle, il trauma di Lea - la perdita del bimbo che portava in grembo all’ottavo mese di gravidanza e la fine del suo matrimonio - protagonista di ‘Lea un nuovo giorno’, la nuova serie tv Rai Fiction e Banijay Studios Italy in 4 serate in prima visione su Rai1, da domani alle 21.25, con Giorgio Pasotti e Mehmet Günsür per la regia di Isabella Leoni.
“E’ un personaggio che mi è piaciuto subito, così come il tema della sua rinascita – Lea è un'infermiera specializzata che, dopo un anno di aspettativa, torna al proprio lavoro nel reparto di pediatria dell’ospedale di Ferrara - grazie all’aiuto delle colleghe con le quali si sente protetta dopo la perdita del suo bambino. Certe cose non si possono dimenticare, ma si possono portare con sé, anche grazie al sostegno di chi ti sta accanto: nella serie è centrale l’elemento del fare del bene con empatia e passione ai pazienti e a chi soffre”.
Lea riesce a superare e a trasformare il suo dolore in un dono che la rende capace di empatizzare in modo speciale con i suoi piccoli pazienti e con i loro familiari. Ma le difficoltà non sono finite: Lea si troverà costretta a lavorare insieme all’ex marito (Giorgio Pasotti), appena rientrato dagli Stati Uniti e diventato nuovo primario del reparto di pediatria. L'incontro con un affascinante musicista (Mehmet Günsür) apre Lea alla possibilità di una nuova vita. “Ho un bellissimo rapporto con la musica - racconta - ascolto molto rock. La prima cosa che facevo quando arrivavo sul set era di sfogarmi con la musica e la danza assieme alla troupe”.
“Mi hanno aiutata nella preparazione Isabella Leoni, con la sua capacità di approfondire i personaggi – racconta la Valle – ma nella parte pratica soprattutto due infermiere che sono venute a casa e che mi hanno portato tutti gli strumenti di pediatria, per farmi acquistare familiarità con questi strumenti. Lea è un’istintiva, appare come una guerriera, mostra quello che sente, anche affrontando il dolore. Ci sono delle cose in cui mi rispecchio con Lea, come l’empatia, ma forse Lea è un po’ più spudorata di me nel dire le cose”.
