Piero Pelù: "Oggi faccio 60 anni ma sono sempre stato un ‘Peter Punk’"
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Piero Pelù: "Oggi faccio 60 anni ma sono sempre stato un ‘Peter Punk’"

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“Come mi sento a sessant’anni? Altro che giovane: un bambino. Sono sempre stato un ‘Peter Punk’”. Lo dice all’Adnkronos Pierò Pelù nel giorno del suo sessantesimo compleanno, usando quello che “era il mio nome di battaglia quando ero adolescente”.

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Mezzo secolo di musica, una passione nata fin da bambino e l'incontro-rivelazione con il rock, “quello bello, a Parigi a 11 anni: quando ascoltai ‘Paranoid’ dei Black Sabbath, capii immediatamente che con la mia prima chitarra folk non avrei fatto molta strada”. Insomma, un Pelù giovanissimo ma con le idee già molto chiare sul suo futuro da rocker. “Prima sentivo le fiabe sonore, che avevano musiche bellissime, poi ho avuto dei flash da Little Tony, Enzo Jannacci, Adriano Celentano e Giorgio Gaber. In seguito, con gli amici e i compagni di scuola conobbi ‘Revolver’ dei Beatles e quindi arrivarono i Rolling Stones, i Pink Floyd, i Black Sabbath e infine... infine Peter Punk, la prima band del liceo, i Mugnions, e i Litfiba”.

“Il resto è storia di oggi – dice ancora Pelù - Ma anche in quella di ieri, nonostante la tanta musica ascoltata, ci ho sempre messo del mio: se nelle cose che fai non metti dentro il tuo vissuto, stai facendo soltanto accademia, musica di genere. Nel mio rock ci sono tante influenze, ci sono tanti generi, ma ci sono soprattutto io. E’ una composizione che si avvale di una tavolozza di colori che miscelo personalmente, come facevano, senza volermi paragonare minimamente a loro, i maestri del Rinascimento”. Il leader dei Litfiba sottolinea la presenza della propria inconfondibile impronta personale nella sua musica, ma, aggiunge, "voglio continuare ad ascoltare e a imparare, quando non lo farò più smetterò di suonare, perché vorrà dire che non avrò più modestia. Accetto volentieri i consigli di mia moglie Gianna (Gianna Fratta, pianista e direttrice artistica dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, ndr), abbiamo tutt'e due una predisposizione atavica verso la musica, a me interessa il suo mondo e lei si interessa al mio. Quando compongo le mie musiche, le sottopongo al suo giudizio, perché ha studiato e può darmi ottimi suggerimenti. Ma anche io le do consigli su come interpretare certi passaggi. Ad esempio, ‘L’uccello di fuoco’ di Stravinskij che ha diretto a Palermo lo ha fatto molto rock”.

Tornando al suo compleanno, Pelù racconta che per regalo “mi prendo un’Alfa Romeo di 20 anni fa, un bolide da 250 cavalli. La scambio con altre due Alfa vintage. Sono un grande appassionato di macchine d’epoca e nel tempo libero mi diverto a cercare dei bei modelli, soprattutto Alfa Romeo, di qualche anno fa, a rimetterli a posto e a scambiarli con altre macchine. Le macchine sono un po’ come la musica, ti danno la libertà di viaggiare. Io ho voluto fare il musicista soprattutto per avere questa opportunità, per girare il mondo. E’ vero – ammette – si può viaggiare anche e soltanto con la mente, ma solo il viaggio in carne e ossa la apre per davvero. Con Gianna abbiamo scoperto luoghi fantastici, l’ultimo, l’Oman, un mese fa, un posto unico dove abbiamo percorso tantissimi chilometri. Il prossimo viaggio? Sarà quello, molto più musicale, dell’’Ultimo girone’, il tour con i Litfiba che partirà il 26 aprile da Padova”.

(di Cristiano Camera)

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