"L'importante è giocarle, le partite: poi, si possono vincere o perdere...". E' la filosofia che esprime Giusy Ferreri, al rientro dal Festival di Sanremo che per l'artista siciliana non è stato certo trionfale, limitandoci a guardare la classifica finale che l'ha vista al terzultimo posto; e alla vigilia dell'uscita del suo nuovo album, 'Cortometraggi'.
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"Ho aspettato quattro anni, prima di uscire nuovamente con un mio album, dopo quattro estati di collaborazioni per hit che hanno prevalso sul mio lavoro personale: quattro anni di hit estive sono stati più che sufficienti, ora è un nuovo inizio", promette.
Un album, spiega, "nato dalla volontà di poter inserire arrangiamenti e sonorità d'atmosfera. Ogni singolo brano è come il racconto di un film, c'è la mia visione delle cose, sulle cause e sugli effetti, nel modo di proporsi e relazionarsi nella vita, alcuni sono autoritratti, dialoghi di fronte allo specchio". Sono diversi gli artisti e autori che hanno prestato il proprio talento al nuovo progetto musicale di Giusy Ferreri, tra cui Giovanni Caccamo, Bungaro, Marco Masini e Gaetano Curreri coautore del brano 'Gli Oasis di una volta', primo singolo estratto dall’album.
Quanto a 'Miele', la canzone portata a Sanremo e che apre l'album, "mi sarebbe piaciuto proporre due brani al Festival, come al tempo di Fabio Fazio; ma in questo caso dovevo sceglierne uno: è sempre difficile fare una scelta, 'Miele' è un brano che per me è come una chicca, che più si contraddistingue da tutto il resto del materiale artistico del mio ultimo album, che arriva con una sua originalità elegante e sofisticata, con accenni cinematografici e retrò. Magari altri brani potevano essere più orecchiabili o più performanti rispetto al palco dell'Ariston, ma va bene così", conclude Giusy Ferreri.
(di Enzo Bonaiuto)
