Barbareschi: "Ho vinto su invidia sociale degli altri, ma troppi 5 anni per avere giustizia"
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Barbareschi: "Ho vinto su invidia sociale degli altri, ma troppi 5 anni per avere giustizia"

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Luca Barbareschi è fiume in piena, dove la gioia per la vittoria in tribunale quasi viene sopraffatta dalla rabbia per aver dovuto affrontare una battaglia che si sarebbe "ben volentieri risparmiato in termini di tempo e di denaro" e dalla tristezza per "un Paese divorato dall'invidia sociale", come lamenta e al tempo stesso denuncia intervistato dall'AdnKronos, dopo la sua assoluzione "perché il fatto non sussiste" nel procedimento giudiziario relativo al reato di 'traffico di influenze' legato alle accuse sui fondi ottenuti per la celebrazione del centenario del teatro Eliseo, di cui è direttore artistico, nonché proprietario attraverso una sua società. Teatro, ora chiuso, che adesso potrà preparare la prossima stagione, salvo qualche eventuale piccolo anticipo già in primavera: "Sto cercando risorse private", annuncia Barbareschi.

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Tutto è bene quel che finisce bene, anche se dopo cinque anni? "Non c'era assolutamente nulla e ora chiederò i danni allo Stato per questo accanimento nei miei confronti - tiene a sottolineare Barbareschi - Purtroppo nel nostro Paese c'è un problema, che riguarda al tempo stesso le istituzioni verso gli italiani e i cittadini verso le istituzioni: la ricerca ossessiva del 'capro espiatorio', che serve a delegittimare il potere in precedenza 'deificato' per poi impiccarlo, da Mussolini ad Andreotti, da Craxi a Berlusconi, da Renzi a magari oggi Draghi, prima tutti lodati e poi tutti odiati... Così, 'mutatis mutandis', di vendetta in vendetta, hanno voluto creare in Barbareschi 'ladro e farabutto' un nuovo capro espiatorio, con quella voglia 'manettara' che spesso rischia poi di portare in manette proprio chi la pratica".

Per Barbareschi, "l'Italia non vuole maturare, perché se non matura sul tema della giustizia poi non può maturare neanche nel suo excursus economico: basta la denuncia di una persona in malafede e si bloccano tutti gli investimenti. E' un po' anche quello che è successo a me e al teatro Eliseo. Personalmente - ricorda - ho investito 7 milioni di euro per il restauro e altri 7 per l'acquisto, mentre nel 2021 ho provveduto alla copertura delle perdite pregresse per quasi 3 milioni di euro".

E il direttore artistico snocciola una serie di cifre: "Gli altri teatri hanno preso risorse pubbliche per dieci, venti volte quelle assegnate all'Eliseo, anche se hanno 'rosicato' per il contributo straordinario ricevuto da noi per il centenario. Dal 2015 al 2020, in sei anni, il Biondo di Palermo ha avuto oltre 32 milioni di euro, il Metastasio di Prato 20, lo Stabile di Catania e il Friuli di Trieste circa 19, l'Umbria di Perugia quasi 17, il Piemonte di Torino e il Parenti di Milano circa 12, mentre l'Eliseo ne ha ricevuti 4,7 mentre gli 8 del biennio 2017-2018 extra Fus, legati al centenario, sono serviti per il restauro della facciata e per vari impianti. Per non parlare dei teatri nazionali: oltre 78 milioni al Piccolo di Milano, quasi 58 a Torino, oltre 50 all'Ert di Modena, 49 al Teatro di Roma commissariato per anni e con il Valle chiuso, quasi 46 a Napoli, oltre 43 alla Pergola di Firenze e quasi 20 a Genova, che essendo teatri pubblici godono di altre rendite di posizione".

(di Enzo Bonaiuto)

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