'M il figlio del secolo' da Scurati con Popolizio al teatro Argentina di Roma
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'M il figlio del secolo' da Scurati con Popolizio al teatro Argentina di Roma

Spettacoli
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Mussolini è 'tornato' - parafrasando il titolo, 'Sono tornato', del film diretto da Luca Miniero - e torna ad avere il corpo e la voce di Massimo Popolizio, affiancato da Tommaso Ragno, questa volta a teatro - all'Argentina di Roma dal 4 marzo al 3 aprile, dopo il debutto al Piccolo di Milano - con lo spettacolo firmato dall'attore e regista, tratto dal romanzo storico 'M Il figlio del secolo' scritto da Antonio Scurati.

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Sotto i riflettori scorrono i sei anni che vanno dal 1919 al 1925, ovvero dalla nascita del nazionalismo fascista dopo la Grande Guerra alla marcia su Roma e alla definitiva trasformazione del fascismo in regime dittatoriale, ascesa e consacrazione del Duce, fino al celebre discorso di Benito Mussolini davanti al Parlamento in cui, anche con riferimento al delitto Matteotti, rivendica che "se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io ne sono il capo".

Sul palco, si alternano ben diciotto attori per raccontare con ottanta personaggi - protagonisti storici e teatrali sono Benito Mussolini come i suoi comprimari, che parlano 'ronconianamente' in prima in terza persona, da Marinetti a D’Annunzio, da Margherita Sarfatti a Italo Balbo, da Pietro Nenni e Giacomo Matteotti - la parabola ascendente del duce e dello squadrismo che si fa politica, per una coproduzione del Teatro di Roma con il Piccolo Teatro di Milano e con l'istituto Luce Cinecittà, per un adattamento del romanzo di Scurati in una trentina di 'quadri teatrali' e con una struttura circolare che si apre e si chiude con l’ultima battuta del libro

"Il testo dello spettacolo mira a portare in scena una rappresentazione plastica ed espressionista dell’affermarsi del fascismo - spiega nelle note di regia Massimo Popolizio - Una storia, quella che instrada l’Italia al fascismo, che non si conosce mai abbastanza, in particolare quella dei sei anni che seguono la Grande Guerra, con l’impresa di Fiume, il basculare del Paese verso la rivoluzione socialista, la reazione e il dilagare dello squadrismo, la rocambolesca Marcia su Roma di cui quest'anno ricorre il centenario e l’inesorabile efficacia di una dottrina politica che si sottrae alle categorie di giudizio con l’azione violenta".

(di Enzo Bonaiuto)

 

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