E' stato un uomo di spettacolo, genere comico; ora è un uomo di Stato, genere drammatico. E' la parabola personale e politica di Zelensky, il presidente dell'Ucraina che si trova a fronteggiare l'invasione della Russia ordinata da Putin, dimostrando carattere e coraggio.

E proprio in tal senso viene promosso nel suo nuovo ruolo dai suoi ex colleghi, dagli attori italiani - da Gabriele Lavia a Leo Gullotta e Lino Banfi - intervistati dall'AdnKronos.
"Zelensky prima era un attore comico 'serio', nel senso che faceva 'seriamente' il suo mestiere di attore; e ora è un personaggio drammatico, interpretando con serietà il ruolo di presidente dell'Ucraina, continuando a fare il suo 'lavoro' in modo serio, prima da attore e ora da Capo dello Stato di un Paese in guerra perché invaso da un altro presidente, Putin, che scivolando sulla buccia di banana ucraina potrebbe divenire quasi comico: speriamo che sia proprio questa la sua fine, la classica comica finale...". E' l'analisi e al tempo stesso l'auspicio di Gabriele Lavia, a proposito della guerra in Ucraina e della figura del presidente Zelensky.
"Abbiamo conosciuto e deriso tanti politici 'comici', ora stiamo apprezzando un comico 'politico'... - osserva Lavia - L'impegno di Zelensky in politica, quale più alta carica istituzionale ucraina, può intendersi proprio con il darsi 'in pegno' per il suo Paese: in tal senso Zelensky ha già vinto, anche se dovesse perdere la guerra non riuscendo a fermare l'invasione russa, anche se dovesse essere persino ucciso. Mentre Putin rischia di firmare con questo atto bellico la sua fine e forse sta cominciando a intravederla anche lui. La guerra, più che la fine dell'Ucraina, potrebbe segnare la fine di Putin".
Avverte Lavia: "C'è sempre una buccia di banana sul nostro cammino e il capo del Cremlino potrebbe averla trovata a Kiev... Per restare al tema del comico e del drammatico, il classico episodio della buccia di banana si può osservare da tre diverse angolazioni: dalla parte comica di chi vede una persona scivolare a terra, dalla parte drammatica della persona che inciampa e cade sbattendo la testa, infine anche dalla parte trionfale della buccia di banana calpestata da quella persona che però poi riesce a far cadere...".
Per Leo Gullotta, "la parabola di Zelensky dimostra che ci sono troppi pregiudizi sugli attori in politica, come se i comici o in generale le persone di spettacolo non potessero pensare e non sapessero agire! Finalmente, anche se tragicamente, si fa giustizia di tante opinioni preconfezionate. Zelensky, prima di ogni altra cosa, prima del suo essere professionalmente un attore, è una persona pensante, che sta dimostrando il suo valore e alla quale non si può non essere vicini".
E, sottolinea, "lo dico qui da Monfalcone - dove l'attore è impegnato in una tappa del suo tour teatrale - in una terra come il Friuli vicina alla frontiera, che ha conosciuto in passato tanti eventi bellici che hanno segnato la nostra storia e portato lutti e distruzioni. Serve dialogo e serve soprattutto che questo dialogo non sia unilaterale, per poter costruire anziché distruggere".
Interviene anche Lino Banfi: "Un attore è attore, il nostro mondo non va diviso fra attore comico e attore drammatico, fra commedia e dramma: un comico può anche far piangere di commozione o riflettere seriamente sui mali della società. O addirittura guidare un Paese, con coraggio, come sta facendo il presidente Zelensky in Ucraina sotto le bombe e i missili della guerra". Rivela Banfi: "Proprio ieri, ne ho parlato con Papa Francesco, che mi ha ricevuto in occasione del mio 60° anniversario di matrimonio. Mi ha detto 'Zelensky mi sembra una persona stupenda e fa lo stesso mestiere di attore... quando finisce la guerra vi faccio conoscere!'. Chissà che non venga fuori un film con noi due, un ucraino e un canosino... e lui ha sorriso".
Banfi ricorda che "Zelenski era stato accolto dalla comunità internazionale con i pregiudizi che circondano gli attori e soprattutto gli attori comici; ma si sta rivelando un vero patriota attaccato alla sua terra, sta dimostrando molto coraggio". Quanto all'impegno dell'attore pugliese, "ho appena girato uno spot per l'Unicef, di cui sono ambasciatore, per dimostrare le due facce di chi come me fa l'attore comico ma sa parlare seriamente quando si tratta di cose serie. E le immagini dei bambini sotto la guerra, fra le macerie in Ucraina, è quanto di più serio e di più triste si possa immaginare. Abbiamo fatto tanti vaccini ma, purtroppo, ancora non è stato inventato un vaccino contro la guerra. Però, esiste o dovrebbe esistere il buon senso, la coscienza critica e il senso di umanità...".
(di Enzo Bonaiuto)
