Rivive la parabola di Don Chisciotte de la Mancha e del suo 'fido' scudiero Sancho Panza, del cavallo Ronzinante e della bella Dulcinea, del mago e dei mulini a vento, tracciata dallo spagnolo Miguel de Cervantes nel suo 'Don Chisciotte', capolavoro della letteratura mondiale, nei cui panni epici si cala ora Alessio Boni affiancato da Serra Yilmaz, l'attrice turca musa del regista Ferzan Ozpetek, fino al 27 marzo al teatro Ambra Jovinelli di Roma.
"Il 'Don Chisciotte' è un’opera immensa che celebra gli eroi incompresi, coloro che nel corso dei secoli hanno osato avvalersi del sogno e dell’immaginazione ponendosi controcorrente rispetto alle convenzioni sociali e per questo sono stati etichettati come pazzi", si sottolinea nelle note di regia di Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e dello stesso Alessio Boni.
"Chi è pazzo? Chi è normale? - si chiede l'attore - Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite. L'animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L'uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato avvalersi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione, sono stati spesso considerati pazzi, salvo poi venir riabilitati dalla Storia".
(di Enzo Bonaiuto)
