"Io sono felice. Mi ritrovo in quello che diceva Robert Louis Stevenson: il nostro scopo nella vita non è avere successo, ma continuare a fallire nelle migliori condizioni di spirito. E io ho fallito nelle migliori condizioni di spirito". Esordisce Paolo Sorrentino collegato via Zoom da Los Angeles con la stampa italiana commentando la Notte degli Oscar che ha visto il giapponese 'Drive my car' prevalere sul suo 'È stata la mano di Dio' e conquistare l'Oscar al miglior film internazionale.

"Sono molto contento di essere arrivato in cinquina - dice il regista- Il mio film era un piccolo film. Qui tutti vivono la cinquina come una vittoria. Quindi io sono molto felice. Avevo già capito da qualche mese che non avrei vinto".
Quanto allo schiaffo di Will Smith a Chris Rock, diventato il momento più commentato della serata degli Oscar, Sorrentino ammette: "Io non l'ho visto. Io in quel momento avevo trovato un delizioso angolo dove fumare. Quindi non l’ho visto e comunque mi faccio i fatti miei. Non intervengo nei fatti degli altri", aggiunge sorridendo.
Appena sveglio, dopo la nottata proseguita "alla festa di un produttore discografico dove ho accompagnato mio figlio, perchè c'erano dei musicisti ceh io non conosco ma che a lui piacciono molto", Sorrentino concorda con cui ha trovato la Notte degli Oscar 2022 "sottotono". Ma aggiunge: "Mi sembra normale dopo due anni in cui anche il cinema ha avuto le sue difficoltà. Siamo tutti un po' ammaccati". E anche la concomitanza con la guerra in Ucraina non aiuta. Il regista è stato tra quelli che ieri hanno indossato una coccardina azzurra in solidarietà con i rifugiati di guerra: "È stato un piccolo gesto che mi sono sentito di fare. Uno sta nel gioco e gioca. Però per me non era il momento migliore di partecipare agli Oscar. Parliamoci chiaro: è un po’ imbarazzante. C’è la guerra e c’è una cosa giocosa. Poi noi in Europa siamo più colpiti. La percezione della guerra è anche una cosa legata alla distanza". Ma a chi gli chiede un giudizio più ampio sulla situazione, risponde: "Da cittadino chiaramente sono contro la guerra, che è una cosa condannata dalla storia. Ma se vuoi un’analisi politica, sono abbastanza grande da non farmi tirare dentro un dibattito su temi di cui non sono padrone".
Il Premio Oscar per 'La Grande Bellezza' non vuole dare giudizi sui premiati ma accetta di dire a quale film avrebbe dato l'Oscar al miglior film: "A me è piaciuto molto 'Licorice Pizza', il film di Paul Thomas Anderson. L'avrei dato a lui".
Rispetto alla sua prima volta agli Oscar, quella in cui vinse, dice di essere riuscito a divertirsi di più: "La prima volta ho vissuto la meraviglia, quest’anno ho colto più gli aspetti che fanno sorridere. Sono manifestazioni dove succede di tutto. Osservare come Filippo (Scotti, il protagonista del suo film, ndr.) si muove in quel mondo ad esempio mi ha divertito molto". In una cerimonia che non gli è piaciuta granché, il momento "più bello" è stata la celebrazione dei 50 anni del 'Padrino', con Francis Ford Coppola, Ropbert De Niro e Al pacino sul palco del Dolby Theatre: "Io sono cresciuto con loro. Per me sono dei miti".
Quanto al futuro, per Sorrentino, in partenza da Los Angeles per l'Italia, è il riposo: "Adesso mi riposerò un po’. Abbiamo fatto sei mesi di campagna per l’Oscar. Un’avventura meravigliosa, ho fatto presentazioni del mio film con colleghi importantissimi, da Cuaron a Guillermo Del Toro".
"Non ho ancora un prossimo progetto". E a chi gli chiede se sia ancora in piedi il progetto di 'Mob Girl' con Jennifer Lawrence, il regista risponde: "È in piedi qualsiasi cosa. Lavoriamo su più cose contemporaneamente. Aspettiamo che si aprano delle possibilità, di trovare il denaro per fare il film. Non ho fretta di tornare a fare film. Ma ottenere una nomination è una cosa importante, qui in Usa vuol dire avere più possibilità per il progetto successivo".
A chi gli chiede un parere sul dibattito sul politicamente corretto, dice: "Il politicamente corretto è chiaro che è un po’ un fardello per l’espressione artistica. L’arte migliore nasce da un’intento di scorrettezza".
Poi, spiega che la dedica alla mamma postata sui social ("Oggi, dopo due anni di lavoro, con la cerimonia degli Oscar, si chiude il ciclo di questo film. Da mesi mi viene chiesto perché ho fatto questo film e non ho mai trovato una risposta autentica. Oggi l’ho trovata: volevo tornare, anche solo per un attimo, a questa foto. A mia madre") a poche ore prima della cerimonia (con una foto del regista bambino insieme a sua madre) l'ha messa "proprio perché i film durano tanto sia nella testa che nella vita delle persone che li fanno ma poi escono e il percorso di questo film finiva ieri". "Era un modo per mettere un punto", sottolinea.
La battuta finale è per la frase del suo film che è diventata un tormentone, quella in cui il regista Antonio Capuano dice al protagonista 'Non ti disunire': "Quella frase viene dal mio montatore. Lui la usa quando io comincio a deragliare, per dirmi di stare concentrato. Comunque non mi sento disunito. Adesso faccio le valigie e torno in Italia", aggiunge ridendo.
