J'accuse di Geppy Gleijeses, regista e attore nel 'Processo a Gesù' al teatro Quirino
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J'accuse di Geppy Gleijeses, regista e attore nel 'Processo a Gesù' al teatro Quirino

Spettacoli
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Il 'Processo a Gesù', tratto dall'opera di Diego Fabbri - in scena dal 12 al 17 aprile al teatro Quirino di Roma - vedrà il direttore artistico della sala romana Geppy Gleijeses nel doppio ruolo di regista e attore protagonista, in quest'ultimo caso per sostituire Paolo Bonacelli che per motivi di salute ha dovuto rinunciare allo spettacolo.

Geppy Gleijeses, regista e attore in
Geppy Gleijeses, regista e attore in "Processo a Gesù" al teatro Quirino di Roma

 

 

Sul palco ruotano una ventina di personaggi, fra i cui interpreti si segnalano Marco Cavalcoli, Daniela Giovanetti e Giovanna Bozzolo, per quella che si annuncia come un'opera 'corale'.

"Se credi, in Gesù c’è la salvezza. Se non credi e non sei un decerebrato, con Gesù devi fare i conti", sottolinea Gleijeses presentando le ragioni della sua proposta artistica, lamentando: "Abbiamo rimosso tutti gli autori teatrali del ‘900 italiano: si 'salvano' Luigi Pirandello e Eduardo De Filippo, ma un giovane nato nel 2000 non sa e probabilmente non saprà mai chi sono e cosa hanno scritto per il teatro Gabriele D’Annunzio, Ugo Betti, Natalia Ginzburg, Curzio Malaparte, Alberto Moravia, Renato Simoni, Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Raffaele Viviani e potrei continuare per pagine e pagine... Credo sia certamente compito del teatro pubblico in modo precipuo, ma tocca a tutti noi, salvaguardare la memoria e soprattutto dimostrare l’attualità a volte devastante della drammaturgia italiana del Novecento".

Prosegue Gleijeses: "Oggi questa rimozione colpevole, per non dire vergognosa, la riscontro personalmente sulla mia pelle e purtroppo soprattutto su quella di Diego Fabbri. Con tutti gli spettacoli prodotti dalla impresa che dirigo, rappresentiamo centinaia di recite, vendute prima che lo spettacolo sia andato in scena. Ma 'Processo a Gesù', opera meravigliosa, pietra miliare della nostra drammaturgia, non interessa a nessuno, neanche alla cerchia ristretta a cui dovrebbe interessare. E questo, nonostante un successo lusinghiero nell’anteprima rappresentata in tempo di Covid estremo e un cast di 18 attori di livello formidabile".

Quanto all'autore, Diego Fabbri, "è stato a lungo persona delle istituzioni, presidente dell’Eti, l'Ente Teatrale Italiano, intellettuale riconosciuto ma autore scomodo: poco amato dai laici perché cattolico e poco amato dai cattolici perché cattolico del dissenso... Eppure - conclude Gleijeses - per chi crede e per chi non crede, 'Processo a Gesù' è un’opera fondamentale, in cui Cristo viene messo sotto accusa e puntualmente condannato; ma questa volta, il pubblico in sala si ribella perché Gesù non può essere condannato, è forse l’unica e ultima speranza".

(di Enzo Bonaiuto)

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