Eurovision 2022, Morgan: "Mahmood-Blanco-Lauro nuova trinità in cui non mi riconosco, presentatori da barzelletta"
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Eurovision 2022, Morgan: "Mahmood-Blanco-Lauro nuova trinità in cui non mi riconosco, presentatori da barzelletta"

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(Adnkronos) - "Non sto seguendo l'Eurofestival, credo sia più scena che sostanza. Tutta l'Italia della comunicazione si ferma perché c'è l'Eurovision Song Contest?

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E allora io non mi fermo e non lo guardo; io lavoro e non mi fermo, solo perché c'è l'Eurofestival...". E' la presa di posizione personale che esprime Morgan, intervistato dall'AdnKronos a margine della sua lezione-spettacolo su Umberto Bindi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, in occasione del 90° anniversario di nascita del cantautore che fu tra i massimi esponenti della cosiddetta 'scuola genovese' assieme a Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè , Gino Paoli, Bruno Lauzi. 

L'Italia, che ospita a Torino questa edizione dell'Eurovision Song Contest grazie alla vittoria lo scorso anno dei Maneskin, la cui finale si svolgerà sabato, è in gara con i trionfatori dell'ultimo Festival di Sanremo, Mahmood e Blanco, ma sul palco ci sarà pure Achille Lauro, anche se ufficialmente in rappresentanza della repubblica di San Marino... Come giudica Morgan questo 'trio'? "E' la nuova Trinità - risponde - ma io non mi sento rappresentato da loro e non credo di essere l'unico". 

La 'trinità' musicale italiana ideale di Morgan quale sarebbe, invece? "Escludendo me stesso? Purtroppo sono tutti morti, sarebbero Fabrizio De André e Franco Battiato morti fisicamente e Ivano Fossati che è vivo ma è morto artisticamente". A Francesco De Gregori non lo diciamo... "Ma lui è ancora un ragazzo!", scherza Morgan. Quanto ai presentatori di questo Eurovision Song Contest, per Morgan "non c'è limite alla aberrazione: Mika non è italiano, Laura Pausini non padroneggia il linguaggio e Cattelan è moscio... quanto a Malgioglio è inqualificabile. Ma che scelte sono? Questa sarebbe la 'vetrina' dell'Italia? Mi ricordano la barzelletta con il cieco, il muto, il sordo...". 

(di Enzo Bonaiuto) 

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