Massimiliano Ossini: "Regole per escursioni in montagna? Ci sono già"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
13
Gio, Ago

Abbiamo 4832 visitatori e nessun utente online

Massimiliano Ossini: "Regole per escursioni in montagna? Ci sono già"

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Se centinaia di persone salissero contemporaneamente su un ghiacciaio, allora servirebbe una regolamentazione. Ma quella che c'è attualmente, gestita dalle guide alpine, è sufficiente. La pensa così Massimiliano Ossini, storico conduttore di 'Linea Bianca' su Rai1 nonché esperto di montagna.

Una passione che ha raccontato nei suoi libri, da 'Kalipè. Lo spirito della montagna' a 'Kalipè. A passo d'uomo'. Intervenendo sul dibattito che si è acceso dopo la tragedia di domenica scorsa sulla Marmolada, quando parte del ghiacciaio si è staccato travolgendo gli escursionisti, Ossini spiega all'Adnkronos: "In questo momento troppe persone che non sono del settore hanno deciso di dire la loro, una cosa che cerco di evitare nei miei programmi dove invece faccio parlare solo gli esperti che vivono a contatto con le montagne e i ghiacciai. Detto questo, parlare di regolamentazione delle salite in montagna non è esatto, perché - sottolinea Ossini - le regole ci sono sempre state e sono le stesse guide alpine ad applicarle, facendo sì che quando si è sui ghiacciai vengano rispettate le distanze tra i vari escursionisti per limitare i danni in caso di distacco o valanga. Certo, se vedessi salire centinaia di persone contemporaneamente su un ghiacciaio, allora invocherei un'ulteriore regolamentazione".

"Poi - osserva il conduttore di 'Linea Bianca' - è evidente che il cambiamento climatico ci faccia alzare l'asticella dell'attenzione. E questo non solo in estate, anche in inverno quando ci sono le forti nevicate che aumentano il rischio di valanghe. Chi va in montagna già sa che corre un minimo rischio, ma quello che è successo sulla Marmolada era davvero imprevedibile. Io quel sentiero l'ho fatto almeno una ventina di volte, non è un sentiero per tutti ma solo per persone che abbiano un minimo di esperienza, e gli escursionisti che si trovavano lì l'esperienza l'avevano. Purtroppo quel pezzo di ghiacciaio, come si è staccato domenica scorsa, si sarebbe potuto staccare tra una settimana o dieci anni, nessuno avrebbe potuto prevederlo. La sfortuna è stata che è successo di domenica in un orario in cui si scende dalla vetta, una circostanza particolarmente sfortunata. E' stata una catastrofe naturale di portata immensa".

D'altra parte, osserva Ossini, "chi pratica la montagna mette in conto i rischi che corre, decide di rischiare e se ne assume la responsabilità. Però - sottolinea - con l'innalzamento delle temperature, molti parametri vanno rivalutati. Su questo dobbiamo tutti insieme, con guide alpine e ricercatori, rimodulare i parametri di rischio. La superaffluenza in montagna, se da una parte è una bella cosa, dall'altra necessita della consapevolezza che non è come andare in spiaggia o in pianura, si sta affrontando un terreno che può regalare tante emozioni, ma va fatto con allenamento ed esperienza. In ogni caso anche con la massima attenzione, quando si è in montagna l'imprevisto è dietro l'angolo", conclude Ossini.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.