Morcellini: "La violenza è la radice del successo dei trapper"
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Morcellini: "La violenza è la radice del successo dei trapper"

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"Dobbiamo ammettere che il rapporto fra un certo tipo di musica leggera e la violenza non è una novità assoluta: per quanto si sia moltiplicato il 'rumore' della musica e anche lo spazio conquistato nella società e nel mondo allargato della comunicazione, non mancano incoraggiamenti a comportamenti marginali, irregolari, spesso anche criminali, specie nella sua ascendenza americana di certe proposte musicali".

Il trapper Jordan - (Fotogramma)
Il trapper Jordan - (Fotogramma)

 

E' quanto sottolinea il sociologo Mario Morcellini, commentando all'AdnKronos l'ultimo episodio di una lunga lista di rappresentanti della musica trap, che ha visto protagonisti di un assalto razzista a un nigeriano alle porte di Milano i trapper Jordan e Traffik.

"C'è una componente di trasgressione, che diventa addirittura il punto centrale dell'appuntamento con il pubblico, soprattutto quello più giovanile, meno preparato e meno maturo - osserva il sociologo - Spesso, questa trasgressione, che non respinge neanche il razzismo o la violenza, appare proprio come la radice fondamentale della fortuna economica e del successo di certa musica, come nel caso specifico della trap, per una sorta di economia politica perversa. Mi viene in mente una frase presente nel 'Paradiso perduto' di John Milton: 'male sii tu il mio bene!'...".

Per Morcellini, "in questa società, l'esaltazione del male è ugualmente legittima, una moneta in pieno corso, rispetto alla rarissima, marginale, timida quando non beffata raffigurazione di valori positivi, al punto che 'buonista' è diventato quasi un insulto. In questo clima culturale debolissimo, assistiamo a una sopravvalutazione radicale e insaziabile dei diritti, enfatizzati nella quasi totale assenza dei corrispondenti doveri, come già ebbe a lamentare una figura politica dello spessore di Aldo Moro".

(di Enzo Bonaiuto)

 

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