Venezia 2022, Huppert è 'La syndicaliste': "Il mio personaggio minaccia il potere costituito"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
14
Ven, Ago

Abbiamo 3792 visitatori e nessun utente online

Venezia 2022, Huppert è 'La syndicaliste': "Il mio personaggio minaccia il potere costituito"

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos/Cinematografo.it) - “Maureen Kearney è debole, ma rappresenta una minaccia al potere costituito, per questo viene punita”. Parola di Isabelle Huppert, che dopo 'La Padrina – Parigi ha una nuova regina' (2020) ritrova il regista Jean-Paul Salomé in 'La syndicaliste', in Orizzonti alla 79esima Mostra di Venezia.

alternate text

 

Nel cast Grégory Gadebois, François-Xavier Demaison, Pierre Deladonchamps, Alexandra Maria Lara, Gilles Cohen, con la partecipazione di Marina Foïs e Yvan Attal, il dramma inquadra la vera storia di Maureen Kearney (Huppert), rappresentante sindacale della centrale nucleare di una multinazionale francese, che divenne un’informatrice, denunciando accordi top-secret. Sola contro il mondo, lottò contro ministri e capitani d’industria per portare alla luce lo scandalo e difendere oltre 50mila posti di lavoro. La sua vita venne sconvolta quando fu violentata in casa propria: le indagini si svolgono sotto pressione, da vittima Maureen diventa sospettata.

“Il cinema – osserva l’attrice – non ha il compito di infondere coraggio, io ho deciso di fare un film. La storia vera vira verso la finzione: non è che non mi interessi la realtà, ma il cinema prende il sopravvento, altrimenti sarebbe stato un documentario”. Sulla reazione allo stupro di Maureen, Huppert prosegue: “Non so come reagisca una donna violentata, immagino ci siano modi diversi, anche estroversi. Il clima di sospetto che aleggia su Maureen è interessante: da attrice, l’ho reso credibile, senza favori ne diminuzioni. Lei è una combattente, profondamente ferita dallo stupro e dai successivi dubbi: ci mette coraggio e dignità”.

Ma quali sono i suoi nemici? Risponde Salomé, “Maureen è da sola contro gli uomini che fanno parte dell’élite, vengono dalle grande école, lei invece è una sindacalista che appartiene al popolo, e viene punita”. E non c’è solidarietà di genere nella sua parabola: “La giudice – prosegue il regista – la tratta con freddezza, perché subisce a sua volta le pressioni politiche in un processo fortemente mediatico”. Ma quanto è conosciuta in Francia la storia di Maureen Kearney? “È poco noto il fatto di cronaca, destra e sinistra non hanno interesse a farlo conoscere, né Hollande né Sarkozy si sono adoperati. Spero il grande pubblico con 'La syndicaliste' potrà finalmente essere edotto del calvario di questa donna”.

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.