L'attore e regista Gabriele Lavia compie 80 anni, lunedì il compleanno
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L'attore e regista Gabriele Lavia compie 80 anni, lunedì il compleanno

Spettacoli
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Gabriele Lavia, uno dei grandi protagonisti del teatro italiano, si appresta a tagliare il traguardo degli 80 anni: l'attore e regista festeggerà lo speciale compleanno lunedì 10 ottobre con la moglie, l'attrice Federica Di Martino, con cui si è sposato nel 2015, e i tre figli, Lorenzo, nato dal primo matrimonio con l'attrice Annarita Bartolomei, e Maria Fragolina e Lucia, nate dal secondo matrimonio con l'attrice Monica Guerritore.

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Sarà "una semplice festa in famiglia", anche perchè Lavia è impegnato in questo periodo nelle prove di "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello, che debutterà al Teatro Quirino di Roma l'8 novembre, dove resterà in cartellone fino al 20 successivo. La data ufficiale è l'11 ottobre 1942, ma la vera nascita è il giorno prima. "Mio padre non era riuscito ad andare in tempo all'anagrafe", ha raccontato l'attore.

Dotato di non comuni mezzi vocali, Gabriele Lavia si è imposto come interprete di personaggi classici (Edgardo nel Re Lear, 1973, con la regia di Giorgio Strehler, e nell'Amleto, 1978; I masnadieri, 1982; Il principe di Homburg, 1982; Don Carlos, 1983). Dal 1975 si è impegnato anche in un'intensa attività di regista.

Tra i suoi spettacoli, caratterizzati da un forte senso del grottesco e della deformazione, spiccano: Otello di William Shakespeare (1975); Il nipote di Rameau di Denis Diderot (1977); Il divorzio di Vittorio Alfieri (1980); Il padre (1980) e Il pellicano (1981) di August Strindberg; Riccardo III (1989) di Shakespeare; L'uomo, la bestia e la virtù (1992) e Il giuoco delle parti di Pirandello (1996); Dopo la prova di Ingmar Bergman (2000); La storia immortale dello stesso Lavia (2002); Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee (2005); Misura per misura di Shakespeare (2007); I Masnadieri di Friedrich Schiller (2011); Attila di Giuseppe Verdi (2012); Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (2018); nel 2021, le Favole di Oscar Wilde.

Usando un registro irruento e potente e toni grotteschi e cupi, attraverso le varie opere rappresentate Lavia ha indagato con grande attenzione l’animo dell'uomo contemporaneo, cogliendone l'inquietudine di pensiero e raccontando sé stesso.

Ha lavorato anche nel cinema come attore (Il sospetto di Francesco Maselli, 1975; Profondo rosso di Dario Argento, 1975; La leggenda del pianista sull'oceano, nel 1998, e Baarìa, nel 2009, di Giuseppe Tornatore; Non ho sonno di Argento, 2001; Ricordati di me di Gabriele Muccino, 2003) e come regista (Il principe di Homburg, 1983; La Lupa, 1996).

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