Festa Roma, il regista: "'L'uomo sulla strada' thriller romantico e non canonico"
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Festa Roma, il regista: "'L'uomo sulla strada' thriller romantico e non canonico"

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"Cerco sempre ambientazioni che siano non-luogo non-tempo. La scelta della location è stata maniacale, perché per me il luogo è un'impronta, e aiuta i personaggi ad immergersi nella storia. E' come una nuova stesura".

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Così il regista di Gianluca Mangiasciutti, che parla all'Adnkronos della sua opera prima 'L'Uomo sulla Strada' presentato nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma.

La pellicola, un drama thriller il cui soggetto si è aggiudicato il Premio Solinas – Storie per il cinema, racconta la storia di Irene, che ha 8 anni quando assiste come unica testimone alla morte del padre per mano di un pirata della strada che scappa via. Perseguitata dal senso di colpa per non riuscire a ricordare il volto dell'assassino, la giovane diventa una adolescente ribelle e introversa con l'unica ossessione di farsi giustizia. Ad un certo punto incontra l'assassino del padre, ma il destino riserverà ad entrambi una sorpresa. Ritmo e suspence conducono ad emozioni e sentimenti inaspettati. Protagonisti di questa intensa storia sono Lorenzo Richelmy e Aurora Giovinazzo.

"Due outsider che si incontrano, si inseguono e si amano -spiega il regista- pur avendo un background totalmente differente. E' quel romanticismo non canonico che mi piace definire un thriller emotivo, perché è un romanticismo che genera tensione". Un film che parla di "redenzione, che fa parte del personaggio di Michele che io interpreto -spiega Lorenzo Richelmy- Il film porta i due personaggi davanti a dei muri dove non puoi andare dritto, devi operare delle scelte. Questo è un tema molto ricorrente ai giorni nostri, così come il senso di colpa".

La redenzione "è una necessità inconscia che si trasforma e si materializza nello scegliere, che fanno si che lui diventi un uomo", aggiunge Lorenzo Richelmy all'Adnkronos. Tutti i film "parlano d'amore, quello è comunque il tema, e anche in questo caso è così. Michele e Irene, per far si che questo amore impossibile possa realizzarsi, dovranno scegliere: voglio solo sopravvivere o vivere appieno?".

Il personaggio di Irene pratica nuoto agonistico, e trova nell'elemento acqua un rifugio da ansie e angosce. "Un mondo prima del film a me quasi totalmente sconosciuto -spiega Aurora Giovinazzo- Ho avuto modo di instaurare un rapporto bello e fondamentale con l'acqua per il personaggio di Irene. Il nuoto è per il mio personaggio un modo per sfogarsi, per stare bene, uno scudo che lei mette davanti. Nel film tra l'altro sono sempre io che nuoto, in tutte le scene, e mi sono preparata per mesi prima di girare".

 

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