"Le biografie hanno sempre un grande merito. Non hanno mai la pretesa di essere storia. Una commistione di vero e inventato. Come accade per i 'L'ultima diva' il libro dedicato all'attrice Francesca Bertini scritto da Flaminia Marinaro, che mi riporta incosciamente ad un parallelo con mia madre, Audrey Hepburn".
E' quanto ha dichiarato Luca Dotti figlio di Audrey Hepburn presentando l'ultimo libro della scrittrice e giornalista Flaminia Marinaro, nell'ambito della Festa del Cinema di Roma, consacrato all''ultima diva' del cinema muto.
"Anche se appartenevano a due generazioni diverse, erano entrambe due donne libere, ma mia madre, forse lo è stato di più- ha aggiunto il figlio di Audrey Hepburn- Eppure c'è qualcosa che le accomuna, il nome e la presenza di Colette. L'ultima pellicola di Francesca Bertini fu girata a Montecarlo, complice la grande scrittrice francese, che mia madre conobbe proprio nel principato durante le riprese di uno dei suoi primi film importanti".
"Come ha ricordato nel corso dell'incontro che si è svolto al Parco della Musica, Stefano Tummolini, sceneggiatore, regista e scrittore italiano, "in fondo l'appellativo 'diva' nasce proprio in Italia ed è legato al divismo cinematografico. In particolare Francesca Bertini fu un'attrice melodrammatica, piena di struggimenti, dalla gestualità enfatica, estremizzata, trasformò la sua vita in opera d'arte, riuscendoci alla perfezione, per poi scomparire dopo alcuni anni dalle scene. Origini napoletane, fu scoperta da Eduardo Scarpetta - ha aggiunto - purtroppo la voce non era il suo forte, come per molte dive del muto. Nei film sonori fu spesso doppiata".
"Donna di straordinario carisma, una protofemminista, conosceva i segreti del cinema - ha proseguito Tummolini - Non tollerava i primi piani, ma il campo lungo, aveva inoltre una grande dimestichezza con la macchina da presa, ne conosceva la tecnica e il linguaggio, suggeriva le riprese. Ebbe l'ardire di dire no a Visconti, ma accettò un cameo nel film Novecento di Bernardo Bertolucci".
