Malagò: "Caso Juventus dimostra che giustizia sportiva funziona"
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Malagò: "Caso Juventus dimostra che giustizia sportiva funziona"

Sport
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"Il caso Juventus, su cui molte persone hanno avuto modo di riflettere, dimostra che la giustizia sportiva ha funzionato, vista la conclusione". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in conferenza stampa stamattina al termine della giunta.

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La Juventus, dopo la penalizzazione di 10 punti per il caso plusvalenze, ha 'patteggiato' una sanzione pecuniaria da 780mila euro per chiudere il procedimento sportivo relativo alla 'manovra stipendi' e ha rinunciato ad ogni ricorso.

"È stata importante la cooperazione con la giustizia ordinaria. Stiamo disponendo un documento in cui cercheremo di accelerare il più possibile i tempi che, però, servono sia ai ricorrenti che devono preparare le difese, sia per chi deve valutare sanzioni e ricorsi. Se c’è un provvedimento a gennaio non ci sono problemi -aggiunge Malagò- se invece esce a fine maggio deve essere affrontato in un altro modo. Qualunque avvocato, in caso di riduzione di punti o simili per una società sportiva, vi dirà che i tempi da rispettare esistono e servono. Bisognerebbe preparare meglio le fasi istruttorie per individuare i fatti, nel caso del processo sportivo i tempi sono stretti", afferma il presidente del Coni.

La conferenza è un'occasione per rendere omaggio a Silvio Berlusconi, morto ieri. "Abbiamo onorato Silvio Berlusconi con 1 minuto di silenzio. Per lo sport ha fatto tantissimo, soprattutto per il suo amato Milan", dice Malagò. "In 31 anni di presidenza ha vinto 29 trofei, quasi uno l’anno. Di questi, 13 sono internazionali, sono numeri straordinari. Abbiamo voluto ricordare la persona e il bene che ha fatto allo sport. Ha investito su una polisportiva che ha ottenuto ottimi risultati. Anche con il suo gruppo, e non era tenuto a farlo, ha supportato finanziariamente diversi grandi eventi sportivi. Trovo sia giusto ricordare la grande generosità di Silvio Berlusconi e la sua grande passione per lo sport", conclude il presidente del Coni.

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