L'importanza di chiamarsi Ibra, uno segna con il Frosinone e l'altro sta per tornare al Milan
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L'importanza di chiamarsi Ibra, uno segna con il Frosinone e l'altro sta per tornare al Milan

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(Adnkronos) - Stesso cognome, età e carriere diverse. Uno segna con la maglia del Frosinone e l'altro sta per tornare al Milan, in una veste diversa dai suoi anni da calciatore in cui ha vinto tutto e segnato valanghe di gol. Si potrebbe

sintetizzare, mutuando un famoso libro, con 'L'importanza di Chiamarsi Ibra'. Oscar Wilde avrebbe accettato di buon grado di prestare il titolo della sua commedia per 'scattare' una fotografia del campionato italiano di calcio e del Milan. Zlatan Ibrahimovic, tra gli attaccanti più forti e completi della sua generazione e in generale della storia del calcio mondiale, e tra i marcatori più prolifici di tutti i tempi, sta per tornare in rossonero per la terza volta.  

Dopo il periodo che va dal 2010 al 2012 con 61 reti all'attivo e quello tra il 2020 e il 2023 con 64 reti e dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, lo svedese è vicino al rientro in rossonero, fortemente voluto da Jerry Cardinale, come un punto di riferimento nell'area sportiva. Sui social Ibra ha iniziato il suo personale coutdown con un post e un messaggio criptico: "tic tac tic tac". Come le lancette di un orologio che scorrono, una sorta di conto alla rovescia. 

Dall'altra parte, l'altra faccia della medaglia, dalla quale sarà difficile scostarsi per i paragoni che non mancheranno vista l'omonimia, c'è un giovane attaccante Arijon Ibrahimovic (classe 2005) che gioca in Serie A con il Frosinone ed è diventato il giocatore più giovane dei maggiori cinque campionati europei in corso aver segnato e fornito assist nella stessa partita contro l'Empoli. Lo svedese potrebbe definire 'blasfemo' l'accostamento, ma Oscar Wilde insegna.  

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