"Sinner sconfitto, giustizia fatta", McNamee gode e poi si pente
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"Sinner sconfitto, giustizia fatta", McNamee gode e poi si pente

Sport
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(Adnkronos) - "E' giusto che Sinner abbia perso". La sconfitta di Jannik Sinner nella finale del Roland Garros 2025 non è dispiaciuta, almeno inizialmente, a Paul McNamee. L'australiano è stato uno dei più grandi interpreti

del doppio negli anni '80 e poi dirigente di successo al vertice, tra l'altro, di Australian Open e Hopman Cup. Dopo il k.o. di Sinner contro Carlos Alcaraz, nella finale più lunga della storia del Roland Garros, McNamee ha dedicato un tweet alla sconfitta dell'azzurro. 

"Sinner ha giocato un match incredibile, ma non sarebbe stato giusto se avesse vinto, sulla terra battuta e con tutto il resto. Per me, ha vinto la persona giusta", ha scritto McNamee, quasi a considerare una 'giusta punizione' la sconfitta nell'epilogo dello Slam parigino. Nessun riferimento aperto al caso clostebol che ha tenuto Sinner lontano dai campi per 3 mesi. 

 

 

Nessuna allusione esplicita alla vicenda legata ai test antidoping positivi un anno fa. Eppure, lo stesso McNamee oggi ha sentito il bisogno di tornare sul tweet e fare mea culpa, evidentemente consapevole del 'messaggio nascosto'. "Mi dispiace di aver fatto un'osservazione insinuando che 'giustizia' fosse stata fatta quando Sinner ha perso la partita... alla fine, non è stata una cosa bella da dire". 

Online rimbalzano anche le dichiarazioni di Mark Petchey, coach della britannica Emma Raducanu. "Molti pensano che" Sinner "non abbia pagato il prezzo dei suoi tre mesi di lontananza dal mondo del tennis". A Parigi, ha detto Petchey a Tnt Sports, "ha pagato il suo prezzo. Non ha giocato molte partite importanti negli ultimi mesi e credo che il peso emotivo sia stato cruciale per lui contro uno come Carlos Alcaraz. Penso che abbia pagato un prezzo piuttosto alto non aggiungendo al suo curriculum un terzo Grande Slam consecutivo". 

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