Pallavolo, Assopallavolisti: "Nel nostro sport diritti non tutelati"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
23
Dom, Ago

Abbiamo 3814 visitatori e nessun utente online

Pallavolo, Assopallavolisti: "Nel nostro sport diritti non tutelati"

Sport
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Abbiamo problemi nel volley di vertice a ogni livello, i diritti non sono tutelati. Vorrei sottolineare che a giugno ho contattato i vertici della Lega di Serie A e della Fipav affinché intervenissero per sensibilizzare

Perugia, evitando l’esplosione di un caso mediatico che mettesse in cattiva luce l’intero movimento della pallavolo italiana. La risposta che ho ricevuto è stata che Perugia ne fa una posizione di principio, perché ci sarebbe stata una mancanza di rispetto dell’atleta". Lo dice a La Ragione Giorgio De Togni, presidente dell’Associazione italiana pallavolisti (Aip), a proposito della vicenda di Asja Cogliandro, 29enne pallavolista, quindici anni di carriera tra Serie A1 e A2, che ha raccontato a La Stampa di essere stata allontanata dalla sua squadra, Perugia (gioca in A1), dopo essere rimasta incinta. Secondo l’atleta, la dirigenza di Perugia le avrebbe imposto di richiedere la maternità (ma scatta a due mesi dalla data del parto), intimandole di lasciare la casa data in affitto, con restituzione delle mensilità già pagate. Cogliandro ha raccontato di aver subito “pressioni psicologiche” e di aver cercato una mediazione, come la sospensione del contratto, oppure di continuare a lavorare con altri incarichi amministrativi.  

La società umbra ha a sua volta definito “capziose, denigratorie e prive di fondamento” le dichiarazioni dell’atleta, evidenziando che “in virtù di un’assenza normativa che disciplina la materia della gravidanza all’interno dei contratti sportivi, la Società Black Angels Perugia Volley ha avviato con l’atleta e con il procuratore un colloquio per raggiungere un accordo nella gestione del suo contratto”. "In Serie A1 femminile ci sono società che dispongono di budget da alcuni milioni di euro -ha continuato De Togni-. "Da tempo stiamo lavorando a una proposta condivisa per l’introduzione di un salario minimo, ma le proposte ricevute finora si aggirano tra i 250 e i 350 euro al mese: cifre inaccettabili in qualsiasi ambito lavorativo".  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.