Calcio, Maccabi Europe scrive a Uefa: ''striscione Udine evoca sentimenti anti-israeliani''
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Calcio, Maccabi Europe scrive a Uefa: ''striscione Udine evoca sentimenti anti-israeliani''

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(Adnkronos) - Maccabi Europe ha inviato una lettera al presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, esprimendo forte preoccupazione per lo striscione apparso prima della finale di Supercoppa Uefa tra Tottenham e Paris Saint-Germain a Udine,

con la scritta "Stop Killing Children" ("Stop all'uccisione di bambini") e "Stop Killing Civilians" ("Stop all'uccisione di civili"). David Beesemer, presidente di Maccabi Europe, sottolinea che "i messaggi, mostrati sul campo prima del calcio d’inizio – apparentemente autorizzati dalla Uefa – hanno aperto spazi sui social media per sentimenti anti-israeliani. Sebbene Israele non fosse menzionato esplicitamente, la scelta dei colori, il contesto e la presenza di due bambini rifugiati di Gaza offrono margini per interpretazioni pericolose". 

Beesemer evidenzia i rischi di una lettura unilaterale e potenzialmente antisemita: "Dobbiamo riconoscere che la situazione umanitaria a Gaza è devastante. Tuttavia, attribuire la sola responsabilità a Israele è un errore fatale che rafforza il sentimento anti-israeliano nel mondo. Lo striscione può essere percepito come un’accusa unilaterale contro Israele e richiama narrazioni che storicamente hanno contribuito alla demonizzazione della vita ebraica – in particolare il tema antisemita dell’uccisione di bambini. Tali rappresentazioni non promuovono la pace, ma alimentano l’odio antisemita". 

La lettera chiede chiarimenti ufficiali alla Uefa: "Chiediamo quindi rispettosamente una dichiarazione ufficiale riguardo a questo episodio e chiarimenti sulle seguenti domande: qual era l’intenzione della campagna dello striscione e della sua diffusione mediatica? Quale responsabilità assume la Uefa per le interpretazioni e reazioni anti-israeliane che ha provocato? E come intende garantire in futuro che messaggi politici sul campo non contribuiscano alla diffusione di narrazioni antisemite codificate?". 

Il contesto della protesta include la presenza dei due bambini rifugiati di Gaza nella cerimonia della medaglia e la diffusione dello striscione durante la Supercoppa, criticato da Amnesty International e Campaign Against Antisemitism per la sua lettura unilaterale e per il rischio di alimentare sentimenti anti-israeliani. L’episodio si inserisce nel dibattito più ampio sulle regole Uefa che vietano messaggi politici, ideologici o religiosi durante le partite, mentre Israele e i club israeliani continuano a partecipare alle competizioni nonostante l’offensiva militare a Gaza. 

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