(Adnkronos) - “Questo libro è un’autobiografia nella quale entra molto Federica, perché ovviamente ho cercato di rivivere quello che ho vissuto io, riportandolo su di lei trent’anni dopo, dal mio punto di vista.
Il libro, infatti, si conclude con la mamma che dice: “Non so se Federica farà la sua quinta Olimpiade in Italia”. “C’è bisogno di un proseguo? Se ci sarà una terza edizione -perché credo abbiano già ristampato la seconda- assolutamente mi piacerebbe scrivere l’ultimo capitolo, perché sembra davvero la favola a lieto fine, incredibile. Avevo chiuso in modo ottimistico e positivo, ma mai mi sarei aspettata una cosa del genere: era inimmaginabile per come ha vinto queste due medaglie d’oro, quasi in scioltezza, come se fosse la cosa più semplice del mondo. Quindi sì, mi piacerebbe scrivere l’ultimo capitolo”, ha sottolineato ancora emozionata Ninna Quario per le incredibili prestazioni di Federica Brignone a Cortina, sull’Olympia delle Tofane.
Nel libro si racconta una parte di vita fatta di scelte, ma mai di rinunce. “Io non ho mai rinunciato a niente nella mia vita: ho sempre fatto delle scelte e non le ho mai rinnegate. Potrei dire che ho rinunciato a una migliore carriera giornalistica andandomene da Milano nel ’96, ma se tornassi indietro lo rifarei, perché non volevo più vivere lì e desideravo vivere in montagna. Quindi può sembrare una rinuncia, ma è stata una scelta azzeccatissima che non rimpiango e che ha fatto vivere benissimo la mia famiglia e i miei bambini. Sono sempre state scelte, mai rinunce, mai sacrifici. E penso che sia lo stesso per Federica: anche lei magari ha rinunciato a delle uscite in discoteca o a vacanze più lunghe, quando doveva tornare ad allenarsi, ma anche quelle sono sempre state scelte, e nessuno ci ha mai obbligato".
Nel libro Ninna Quario vive una doppia anima: quella di madre e quella di riferimento sportivo per la figlia. “C’è decisamente più la parte della madre quando parlo di Federica: l’ho raccontata dal punto di vista della mamma, non certo della giornalista. Per quanto riguarda la mia parte e la mia carriera, invece, è un ricordare quello che ho vissuto tramite i miei diari, che ho tenuto per tutta la vita e che mi hanno aiutata tantissimo a recuperare anche cose che avevo eliminato dalla memoria. Per Federica invece è tutto vivissimo, l’ho ricostruito anche rileggendo i miei articoli, rivivendo come l’ho seguita da giornalista, ma anche in quel ruolo sono sempre stata molto mamma”.
Nel libro emergono anche alcune difficoltà. Qual è stata la sfida più dura oltre all’ultimo infortunio? “È stata far accettare suo fratello Davide alla federazione e alla squadra. Far accettare il ruolo di Davide, che per lei è diventato fondamentale nel 2017, e rendere ufficiale il fatto che fosse il suo allenatore. Ci sono voluti più di cinque anni, e quando nel 2022 Davide è stato finalmente integrato in modo ufficiale nel team, questo ha dato una grande serenità a Fede. Prima era davvero una lotta, ma questa lotta l’ha fatta crescere tantissimo: l’ha forgiata, temprata, caricata, perché voleva dimostrare che aveva ragione a lavorare con lui. È stata una grandissima difficoltà, ma superata alla grande”.
Quario non ha mai dovuto scegliere tra i due figli. “Nel libro parlo molto anche di Davide, ma non ho mai dovuto dividere le attenzioni, perché sono sempre stati molto uniti. Dal momento in cui Davide ha iniziato a lavorare con Federica, erano praticamente un’unica persona: la relazione era sempre con entrambi, perché hanno vissuto questi ultimi anni quasi in simbiosi. Fede vive per conto suo, ha una vita autonoma, ma il loro rapporto è molto stretto. Prima, quando Davide ancora non era l’allenatore, avevano vite separate. Io e il loro papà, comunque, abbiamo sempre equilibrato le attenzioni”. (di Emanuele Rizzi)
