Dai professionisti del ciclismo il Decalogo sicurezza stradale: "Rispetto vita e contenimento velocità"
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Dai professionisti del ciclismo il Decalogo sicurezza stradale: "Rispetto vita e contenimento velocità"

Sport
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(Adnkronos) - Intervento dell'Associazione dei ciclisti professionisti sulla sicurezza stradale: l'Accpi, in occasione dei suoi 80 anni dalla fondazione in una trattoria, su spinta di Cino Cinelli "primo e indiscusso presidente", pubblica "un

libricino da collezione" che al suo interno contiene un decalogo di buone pratiche per la sicurezza stradale di chi pedala. E, a sorpresa, si rivolge parecchio all'utenza normale, ben lontana dai 700 watt espressi da Ganna e dei 610 di Pogacar sulle Strade Bianche, ma anzi più abituata nella sua quotidianità a portare la spesa. In dieci punti "le cicliste e i ciclisti professionisti italiani chiedono: il rispetto per la vita dei ciclisti, urbani e sportivi in quanto utenti deboli della strada; di rendere maggiormente efficace la norma del metro e mezzo, distanza minima per il sorpasso di una bici da parte di un autoveicolo, con l'informazione e il controllo; che nei programmi scolastici venga ripristinato l’insegnamento dell’educazione stradale; che nel percorso per l’ottenimento di qualsiasi tipo di permesso di guida venga inserita la formazione adeguata per il rispetto degli utenti deboli della strada; di spingere le amministrazioni locali al contenimento della velocitá ammessa nella rete viaria di competenza", misura quest'ultima che s'inserisce nella tendenza inaugurata da Bologna a 30 kmh.  

Non mancano altre ricette più per l'utenza normale, che si confronta con la predominanza di mezzi a motore sulle strade italiane: "la realizzazione di infrastrutture ciclabili; misure minime di sostegno psicologico alle vittime e ai loro parenti durante tutto il percorso post trauma; la definizione di sanzioni per gli enti che non provvedono a realizzare percorsi ciclabili nel caso di strade di nuova realizzazione o manutenzioni straordinarie come previsto dall’art.10 della legge 366/1998". Infine, a danno ormai fatto, " l’adeguamento delle tabelle di indennizzo per le vittime che subiscono danni permanenti" e "l’istituzione di un percorso di sostegno psicologico per loro e i familiari a carico del servizio sanitario nazionale". 

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