Tokyo 2020, scherma: Garozzo d'argento nel fioretto
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Tokyo 2020, scherma: Garozzo d'argento nel fioretto

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Daniele Garozzo ha vinto la medaglia d'argento nel torneo olimpico di fioretto maschile ai Giochi di Tokyo 2020. Il siciliano è stato battuto in finale dallo schermidore di Hong Kong Cheung Ka Long con il punteggio di 15-11. Per l'azzurro che aveva vinto l'oro a Rio 2016 un amaro argento. Per l'Italia è la nona medaglia a Tokyo.

In lacrime Garozzo, con le mani sul volto e consolato dal suo allenatore dopo la finale persa.  

"Non è un giro di gare individuali che ci soddisfa, è inutile nascondersi, i quarti posti sarebbero punti e brucerebbe di meno ma non ad una olimpiade. Le squadre sono tutte competitive, i ragazzi ci tengono, per alcuni le squadre sono l'obiettivo primario: ora ci aspettiamo una risposta, sicuramente ci giochiamo molto nei prossimi giorni". Commenta così i risultati sotto le aspettative in questi primi giorni di gare il presidente della Federscherma, Paolo Azzi dopo l'argento di Garozzo nel fioretto maschile. 

"Premesso che è una olimpiade strana, ci mancavano tutti i punti di riferimento della stagione. Abbiamo fatto una sola gara, non ci saremmo mai aspettati una finale con tutti gli americani fuori. I ragazzi la preparazione l'anno fatta ma non è facile farlo senza lo stimo della gara, però il percorso è stato fatto al meglio ed in alcuni casi ci si è messa la sfortuna", prosegue Azzi.  

"Io ieri avrei voluto giocarmele tutte e due le chance Errigo e Volpi, è stata questione di un sorteggio del giorno prima, oggi Foconi è incappato su Cheung che è un avversario che soffre particolarmente. Rimproveri dal punto di vista di lavoro e impegno i ragazzi non ne meritano, e spero che ora lo dimostrino nelle prove a squadre", sottolinea. 

"Deluso non è la parola giusta, deluso è quando sbagli ma Daniele ha fatto una grande gara. Certo, sta benedetta medaglia d'oro che si fa aspettare ci manca ma Garozzo ha poco da rimproverarsi, lui è un grande combattente, faceva un po' fatica a spingere per quel problema avuto nell'assalto precedente, e probabilmente ha perso un filo di sicurezza. Quando è riuscito a spingere in fondo l'avversario l'ha sempre toccato. Cheung ha fatto una gara straordinaria e bisogna riconoscerne il merito", aggiunge Azzi. 

"Garozzo non so se ha avuto un risentimento o dei crampi alla gamba, faceva fatica a spingere, avanzando era costretto a fare un passo in più perché non aveva la spinta sull'affondo e sicuramente questo gli ha complicato la vita, era partito forte ma l'avversario è stato bravo a variare la distanza ed ha saputo cambiare", conclude. 

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