"Sono consapevole del lavoro da fare e non mi nascondo certo dietro a un dito ma mal digerisco la cattiveria gratuita e la maleducazione. Chi vince festeggia e chi perde impara. Non ho alcuna voglia di censurare le critiche che mi vengono mosse, purché esse siano costruttive e non si limitino a una violenza verbale inaudita e insulti
"Ringrazio Velasco per aver espresso in maniera chiara ed esplicita un pensiero che molti, fortunatamente, condividono. Non cerco giustificazioni a vittorie o sconfitte dalle une e dalle altre si impara e si costruisce. A volte però tacere è di una raffinatezza indiscussa", ha proseguito Cipressa su Facebook.
"Se un uomo fa del suo meglio, cosa si può volere di più? Succede che, anche quando hai lavorato sodo e curato ogni dettaglio, le cose non vadano come avevi sognato - prosegue il ct della scherma italiana - Chi gareggia per vincere sa che la sconfitta è parte del gioco. Anche la più cocente. Vivo di sport e per lo sport e questo mi ha fatto sperimentare sempre emozioni incredibili: da vittorie straordinarie (le ricordate ancora?) che nutrono l’anima a pesanti delusioni dalle quali credi di non poterti più riprendere. Invece ci si riprende eccome e lo dico perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Fa male e brucia ma, nel calendario della mia mente le più crudeli cadute sono tuttora dei punti cardine della mia crescita come uomo di sport e come persona".
"Quando pensi a un campione o a una persona di successo, generalmente pensi alle sue medaglie, alle sue vittorie epiche, ma difficilmente pensi alle sconfitte e alle delusioni o alle volte in cui si è sentito sopraffatto e ha pensato magari di mollare. Cadere è il rischio dell’imparare a camminare. È importante mantenere la fiducia e riprovare. Ho sempre pensato che la sconfitta in una gara, pur dolorosa, non è una sconfitta nella vita. A prescindere dall’entità della sconfitta non si perde il proprio valore, questo lo dico a tutti quelli che mi attaccano personalmente perché le loro aspettative non sono state del tutto soddisfatte", ha concluso Cipressa.
