L'Europa impone a Google, Apple e Meta nuove regole sulla trasparenza
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L'Europa impone a Google, Apple e Meta nuove regole sulla trasparenza

Tecnologia
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La Commissione Europea ha ufficialmente incluso Apple, Alphabet (la società madre di Google) e Meta Platforms tra un gruppo di aziende che forniscono servizi online fondamentali e rientrano nell'ambito del suo Digital Markets Act (DMA).

L'Europa impone a Google, Apple e Meta nuove regole sulla trasparenza

 

Queste aziende, insieme ad altre, hanno sei mesi di tempo per adeguarsi alle disposizioni legislative. Amazon, ByteDance (la società madre di TikTok) e Microsoft sono anch'esse state designate come "gatekeeper" (letteralmente guardiani), che forniscono cioè servizi specifici considerati come collegamenti cruciali tra le imprese e i consumatori. Questa designazione segue un periodo di valutazione di 45 giorni durante il quale sono state esaminate le proposte presentate da queste sei aziende, insieme a Samsung, che si aspettava anch'essa di rientrare nella definizione della CE.

Nella lista di servizi online principali forniti dai giganti tecnologici, la CE ha messo in evidenza iOS di Apple e Android di Google nella categoria dei sistemi operativi, insieme con piattaforme come Facebook, WhatsApp, Messenger, Instagram, LinkedIn, TikTok, App Store e Google Play, che hanno ricevuto designazioni specifiche. Ora che i "guardiani" sono stati ufficialmente confermati, devono aderire a un elenco completo di regole delineate nel DMA, gran parte delle quali richiede l'attuazione entro sei mesi. Queste regole comprendono la possibilità di consentire l'interoperabilità con terze parti in situazioni specifiche, garantire l'accesso ai dati generati sulle piattaforme, evitare la promozione dei propri servizi in modo più evidente rispetto a quelli degli altri e permettere agli utenti di disinstallare software o applicazioni preinstallate.

La CE ha avvertito che la non conformità potrebbe comportare multe fino al 10% del fatturato mondiale della parte colpevole, e in caso di violazioni ripetute, questa cifra potrebbe addirittura salire al 20%. Inoltre, ha sottolineato che potrebbe imporre "rimedi aggiuntivi, come obbligare una delle società a cedere parte o la totalità del proprio business". La Commissione Europea ha anche avviato indagini separate per determinare se iMessage di Apple o il sistema operativo iPadOS debbano rientrare nelle disposizioni del DMA.

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