Dispositivi piezoelettrici biodegradabili per la medicina del futuro
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
15
Sab, Ago

Abbiamo 4757 visitatori e nessun utente online

Dispositivi piezoelettrici biodegradabili per la medicina del futuro

Tecnologia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'Istituto nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Cnr-Nano), in collaborazione con l'Università di Pisa, l'Università del Wisconsin-Madison e la Scuola Normale Superiore, ha compiuto un importante passo avanti nel settore biomedico.

 

Il team ha sviluppato dispositivi piezoelettrici biodegradabili e ad alte prestazioni, una pietra miliare pubblicata sulla rivista Science Advances.

Questi dispositivi innovativi sono basati su nanocristalli di cellulosa e strati di metalli degradabili, come il molibdeno, organizzati in strutture multistrato. I dispositivi piezoelettrici sono capaci di trasformare la pressione o le vibrazioni in energia elettrica e viceversa, caratteristica che li rende ideali per applicazioni biomedicali come il monitoraggio cardiaco in tempo reale senza necessità di batterie.

"Questi dispositivi hanno mostrato una sensibilità eccezionale nella rilevazione della pressione e la capacità di generare una potenza generata sufficiente per monitorare il battito cardiaco in tempo reale. Inoltre, convertono i movimenti meccanici in energia elettrica, consentendo così di alimentare piccoli dispositivi elettronici, come sensori indossabili o impiantabili senza ricorrere a batterie", spiega Luana Persano, ricercatrice del Cnr-Nano e coordinatrice dello studio.

La biocompatibilità dei dispositivi, dimostrata attraverso esperimenti in vivo e test su cellule epiteliali polmonari e muscolari cardiache, ne conferma il potenziale applicativo in ambito medico. "Questa tecnologia apre nuove possibilità per applicazioni come il monitoraggio di organi, la medicina rigenerativa e il rilascio controllato di farmaci. Grazie a una combinazione innovativa di micro e nanotecnologia, siamo riusciti a sfruttare al meglio le proprietà piezoelettriche dei nanocristalli di cellulosa e abbiamo sviluppato una piattaforma unica, flessibile e ad alte prestazioni, adatta a una nuova generazione di sensori medici, autoalimentati e integrati nel nostro corpo e nell'ambiente in modo sempre più naturale", conclude Persano.

Il lavoro, svolto principalmente a Pisa presso il laboratorio Nest della Normale in cui confluiscono anche laboratori di Cnr-Nano, si inserisce nell'ambito del programma europeo Marie Curie BIOIMD, e si è avvalso della collaborazione dei gruppi di ricerca di Alessandra Operamolla, che ha sintetizzato i nanocristalli, e di Dario Pisignano, dell'Università di Pisa.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.