Grok suggerisce la pena di morte per Trump e Musk, xAI corre ai ripari
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Grok suggerisce la pena di morte per Trump e Musk, xAI corre ai ripari

Tecnologia
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Chi merita la pena di morte? "Donald Trump e Elon Musk". Grok, il chatbot creato proprio da una società del magnate e disponibile su X, si 'ribella' e finisce sotto i riflettori. xAI, la compagnia fondata da Elon Musk e concorrente di OpenAI, ha avviato un'indagine interna per comprendere le ragioni che hanno portato Grok a formulare affermazioni controverse riguardanti la pena di morte.

Grok suggerisce la pena di morte per Trump e Musk, xAI corre ai ripari

 

L'azienda ha già implementato una correzione per evitare che il sistema possa in futuro esprimere giudizi su chi meriterebbe una simile condanna. L'incidente ha avuto origine da interrogazioni specifiche rivolte a Grok, che hanno portato il chatbot a suggerire il nome di Donald Trump in risposta alla domanda su chi, tra i cittadini americani attualmente in vita, meritasse la pena capitale. In una prima fase, Grok aveva inizialmente risposto con il nome di Jeffrey Epstein. Tuttavia, quando gli veniva fatto notare che Epstein è deceduto, il sistema forniva un'altra risposta, indicando l'ex presidente degli Stati Uniti.

In un esperimento successivo, modificando il quesito per restringere il criterio di selezione a individui influenti nel panorama tecnologico e nel discorso pubblico, Grok ha fornito il nome di Elon Musk. Questo comportamento ha sollevato interrogativi sulla progettazione e sul controllo delle risposte generate dal modello. In seguito alla segnalazione dell'accaduto, il team di xAI ha provveduto a modificare il funzionamento del chatbot, impedendogli di esprimere opinioni su chi dovrebbe ricevere la pena di morte. Igor Babuschkin, responsabile dell’ingegneria di xAI, ha descritto le risposte originali come un grave errore e ha condiviso una schermata in cui Grok, a seguito dell’aggiornamento, si limita a dichiarare di non essere autorizzato a esprimere giudizi in merito. Il confronto con altre intelligenze artificiali, come ChatGPT di OpenAI, ha evidenziato un approccio differente alla gestione di temi eticamente e legalmente delicati. ChatGPT, sottoposto a interrogativi simili, ha rifiutato di fornire nomi, sottolineando l'inappropriatezza della richiesta.

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