L'ombra ecologica dei grandi eventi: un festival musicale genera fino a 500 tonnellate di CO₂
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L'ombra ecologica dei grandi eventi: un festival musicale genera fino a 500 tonnellate di CO₂

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Un'analisi di ClimateSeed, startup specializzata in software e consulenza per la decarbonizzazione, svela un quadro preciso: un singolo concerto può generare fino a 42 tonnellate di CO₂, mentre un festival medio di tre giorni arriva a 500 tonnellate. Sebbene l'attenzione alla sostenibilità sia in crescita, la strada verso un'industria musicale "pulita" è ancora lunga.

L'ombra ecologica dei grandi eventi: un festival musicale genera fino a 500 tonnellate di CO₂
 

L'impatto ambientale di un evento musicale è la somma di diversi fattori. Il trasporto, in particolare quello degli spettatori e delle attrezzature, emerge come la componente dominante delle emissioni totali. Anche l'energia consumata per luci, suono, schermi e climatizzatori ha un peso notevole. In un festival di più giorni, l'inquinamento generato dai pernottamenti in hotel o campeggio contribuisce in modo significativo al bilancio totale. Per dare un'idea concreta, le 42 tonnellate di CO₂ generate da un concerto si traducono in circa 12,8 kg per partecipante, un valore che equivale a circa 26 kWh di energia consumata a persona.

Negli ultimi anni, il settore ha iniziato a prendere coscienza di questa problematica, adottando soluzioni concrete. A livello internazionale, il tour mondiale " Music of the Spheres" dei Coldplay è stato un pioniere, con le sue emissioni misurate e certificate dal MIT. Anche artisti come Massive Attack, Radiohead e Billie Eilish hanno iniziato a monitorare attivamente l'impatto dei loro spettacoli.

L'Italia non è da meno. Durante il suo concerto a San Siro, Elisa ha utilizzato un palco alimentato con biofuel, mentre i Pinguini Tattici Nucleari si sono distinti per iniziative legate alla raccolta differenziata e all'incentivo del trasporto pubblico. Questi esempi dimostrano che è possibile coniugare grandi folle e sensibilità ecologica.

Alcuni festival nostrani si sono distinti per il loro impegno. Il Suoni Controvento in Umbria è il primo festival italiano a vantare una certificazione ufficiale di carbon footprint, compensando le emissioni residue con crediti di carbonio. Lo Sherwood Festival di Padova ha ridotto del 50% le proprie emissioni dal 2018 e ha adottato alberi per la tutela delle foreste. Anche il Firenze Rocks si è posto l'ambizioso obiettivo di dimezzare consumi ed emissioni, offrendo sconti ai partecipanti che utilizzano il treno.

climateseed edoardo bertin

Edoardo Bertin, Head of Business Development & Growth di ClimateSeed

 

Per Edoardo Bertin, Head of Business Development & Growth di ClimateSeed, questi sono segnali positivi: "Il settore degli eventi musicali sta iniziando a compiere passi concreti verso la sostenibilità, e alcuni esempi, anche in Italia, mostrano che una transizione è possibile. Tuttavia, siamo solo all'inizio". La strada da percorrere passa dalla misurazione trasparente dell'impatto, dall'incentivazione di trasporti sostenibili, dalla scelta di fornitori locali e dall'uso di energie rinnovabili. "Solo così i concerti potranno davvero diventare parte della soluzione e non del problema," ha concluso Bertin.

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