Riscaldamento: italiani virtuosi con 18,5°C di media, ma il risparmio può ancora crescere
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
14
Ven, Ago

Abbiamo 4509 visitatori e nessun utente online

Riscaldamento: italiani virtuosi con 18,5°C di media, ma il risparmio può ancora crescere

Tecnologia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

Una recente analisi condotta da tado° rivela che l'Italia è uno dei Paesi europei più vicini ai parametri di consumo virtuosi.

Riscaldamento: italiani virtuosi con 18,5°C di media, ma il risparmio può ancora crescere

 

La temperatura media registrata nelle abitazioni italiane durante i mesi invernali è di 18,59°C, un valore sensibilmente inferiore rispetto alla media dell'Europa centrale e orientale.

 

Il "sovrapprezzo" termico e i parametri OMS

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica nei 18°C la temperatura di riferimento ideale per gli ambienti domestici invernali. Sebbene l'Italia sia tra i Paesi più vicini a questo target, lo scostamento di circa mezzo grado comporta un aumento stimato del 4,13% sulla bolletta, pari a circa 47,4 euro a stagione.

Il confronto europeo evidenzia disparità marcate: Paesi come l'Ungheria, la Slovacchia e la Danimarca mantengono medie superiori ai 20°C, con un aggravio sui costi di riscaldamento che oscilla tra il 14% e il 15%. All'estremo opposto si posizionano Regno Unito, Paesi Bassi e Irlanda, dove le temperature interne scendono spesso sotto i 17°C, garantendo risparmi fino al 9% rispetto allo standard OMS.

Impatto economico e gestione intelligente

La differenza tra i Paesi con le case più calde e quelli con le temperature più rigide si traduce in un divario in bolletta di quasi 24 punti percentuali. Questo dato sottolinea come anche minime variazioni sul termostato possano influenzare drasticamente i consumi nazionali.

"I numeri dimostrano che piccole differenze di temperatura possono avere conseguenze significative", ha dichiarato Christian Deilmann, cofondatore e amministratore delegato di tado°. "Il nostro obiettivo è quello di aiutare le famiglie a comprendere il costo del riscaldamento e a prendere decisioni consapevolmente".

Tecnologie per l'ottimizzazione energetica

Per colmare il divario tra comfort e risparmio, la digitalizzazione del riscaldamento offre strumenti di monitoraggio e automazione. L'integrazione di sistemi intelligenti permette di agire su diversi fronti:

Controllo multizona: riscaldamento limitato agli ambienti effettivamente occupati.

Geofencing: regolazione automatica della temperatura in base alla presenza degli abitanti.

Rilevamento anomalie: sospensione del riscaldamento in caso di finestre aperte.

Algoritmi predittivi: adattamento del sistema alle abitudini della casa per minimizzare gli sprechi.

Secondo i dati rilevati, l'adozione di queste tecnologie può ridurre i costi fino al 22%, eliminando quasi totalmente il sovrapprezzo derivante da una gestione manuale o imprecisa degli impianti. In un'Europa divisa tra abitudini termiche differenti, l'Italia, insieme a Francia e Spagna, delinea un modello di consumo moderato che punta alla sostenibilità senza rinunciare al benessere domestico.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.