Los Angeles fa causa a Roblox per mancata tutela dei minori
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Los Angeles fa causa a Roblox per mancata tutela dei minori

Tecnologia
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La contea di Los Angeles ha ufficialmente intrapreso un'azione legale contro Roblox, la celebre piattaforma di gaming che conta oltre 151 milioni di utenti giornalieri.

 

Secondo l'accusa, depositata dal consulente legale Dawyn R. Harrison a nome dello Stato della California, la società avrebbe permesso l'esposizione sistematica dei minori a contenuti sessualmente espliciti e a pratiche di grooming. La tesi sostenuta dai legali della contea punta il dito contro un modello di business che privilegerebbe i ricavi societari a discapito dell'integrità dei più giovani, trasformando lo spazio virtuale in un terreno fertile per i malintenzionati.

Le autorità locali descrivono una realtà allarmante, sostenendo che l'azienda fornisca strumenti potenzialmente pericolosi a predatori pronti a colpire soggetti ignari. Hilda L. Solis, presidente del consiglio di sorveglianza della contea, ha ribadito la necessità di imporre salvaguardie reali per contrastare lo sfruttamento online e lo sfruttamento dei minori. In questo scenario, gli esperti di sicurezza digitale sottolineano come la responsabilità non possa ricadere esclusivamente sulle istituzioni. Viene infatti evidenziata l'importanza di un ruolo attivo dei genitori nel monitoraggio delle interazioni digitali, ponendo l'accento sulla necessità di utilizzare i controlli parentali per limitare o eliminare le comunicazioni con estranei.

Da parte sua, Roblox respinge fermamente ogni accusa, dichiarando di aver costruito il proprio ecosistema mettendo la sicurezza al centro di ogni processo evolutivo e annunciando una difesa vigorosa in sede legale. La società ha precisato di disporre di sistemi di monitoraggio avanzati e di vietare lo scambio di immagini nelle chat per prevenire gli abusi più comuni, collaborando attivamente con le forze dell'ordine nelle indagini. Resta tuttavia alta la preoccupazione per una piattaforma dove oltre il 40% degli iscritti ha meno di 13 anni, un dato che rende ancora più urgente il dibattito sull'efficacia delle attuali misure di moderazione adottate dai giganti della tecnologia.

 

 

 

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