Realtà virtuale e prevenzione, le nuove frontiere della sicurezza sul lavoro
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Realtà virtuale e prevenzione, le nuove frontiere della sicurezza sul lavoro

Tecnologia
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La convergenza tra innovazione tecnologica e prevenzione degli infortuni ha segnato l'atto conclusivo del progetto "Preventive Innovation", presentato presso la sede INAIL di Roma.

Realtà virtuale e prevenzione, le nuove frontiere della sicurezza sul lavoro

 

Il seminario ha illustrato i risultati della collaborazione tra l'istituto nazionale e il Centro di Competenza START4.0, focalizzandosi sullo sviluppo di procedure di sicurezza che integrano la realtà virtuale (VR) avanzata e sistemi di monitoraggio tramite geofencing. Queste tecnologie, inizialmente testate in contesti complessi come quelli portuali, sono ora oggetto di una più ampia applicazione per la digitalizzazione sicura delle infrastrutture strategiche nazionali.

 

L'adozione di strumenti di realtà aumentata e virtuale ha ricevuto una spinta normativa decisiva con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Tale provvedimento ha semplificato la normativa sulla formazione in materia di salute e sicurezza, definendo regole chiare per l'utilizzo di tecnologie immersive e certificando tali mezzi come strumenti efficaci per l'apprendimento e la consapevolezza del rischio. In questo quadro, il dialogo istituzionale risulta essenziale per sviluppare progetti in grado di "valorizzare tecnologie avanzate per migliorare la formazione e la consapevolezza dei rischi nei contesti produttivi", come evidenziato dalla presidenza di START4.0. La sinergia punta a mettere a disposizione competenze e infrastrutture per incrementare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso la simulazione di scenari critici in ambienti digitali protetti.

Il progetto, sostenuto da fondi PNRR e Next Generation EU, ha incluso sessioni operative nell'ambito del programma "Test before invest". Durante i lavori è stata presentata una procedura di sicurezza che permette ai lavoratori di interfacciarsi con ambienti virtuali per testare la propria reazione a potenziali pericoli, con l'integrazione di sistemi di geofencing per la delimitazione digitale delle aree di rischio. I risultati presentati dai tecnici e dai project manager coinvolti confermano la transizione del sistema formativo verso modelli digitali, dove la tecnologia non è più solo un supporto accessorio, ma il cardine di una strategia di prevenzione attiva che mira a una riduzione strutturale degli incidenti sul lavoro nel sistema Paese.

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