Commercio agentico e IA, lo studio Ipsos Doxa
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
13
Sab, Giu

Abbiamo 4089 visitatori e nessun utente online

Commercio agentico e IA, lo studio Ipsos Doxa

Tecnologia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

Secondo i dati pubblicati all'interno dell'indagine The Agentic Pulse, condotta da Ipsos Doxa per conto di PayPal, l'evoluzione verso il cosiddetto commercio agentico, ovvero lo scenario in cui gli acquisti vengono delegati o assistiti da assistenti virtuali intelligenti, trova un forte traino nella stabilità delle infrastrutture di pagamento e nella protezione dei flussi di informazione.

Commercio agentico e IA, lo studio Ipsos Doxa

 

Lo studio, basato sulle risposte di un campione composto da 500 professionisti italiani con ruoli direzionali e decisionali, rivela che l'84% degli intervistati possiede già una familiarità strutturale con questo fenomeno e il 75% lo considera un cambiamento significativo per le dinamiche future dei mercati digitali.

Sotto il profilo dell'implementazione pratica, il 54% delle aziende italiane ha già avviato iniziative formali legate all'utilizzo dell'intelligenza artificiale lungo il percorso d'acquisto. Questa quota si ripartisce tra un 24% di imprese che ha completato l'integrazione nei propri processi operativi regolari e un 30% che sta conducendo specifici progetti pilota, mentre il 22% si trova in una fase preliminare di analisi dei possibili casi d'uso. L'adozione della tecnologia procede tuttavia con scostamenti rilevanti in base alle dimensioni aziendali: a fronte della rapidità d'azione delle grandi organizzazioni, il comparto delle piccole e medie imprese mostra un atteggiamento più conservativo, con il 43% delle PMI che dichiara di non aver ancora attivato alcuna misura d'integrazione, evidenziando una dipendenza strategica dalla disponibilità di soluzioni standardizzate e di partner tecnologici intermedi.

 

Nonostante la diffusione dei progetti pilota, lo sviluppo commerciale riscontra un freno significativo nei fattori legati alla sicurezza e all'affidabilità dei sistemi algoritmici. Solo il 24% del campione esprime infatti una piena fiducia nella capacità degli assistenti virtuali di rappresentare correttamente l'identità del brand e le specifiche dei prodotti, mentre il 44% manifesta una fiducia moderata e il 18% dichiara di non fidarsi affatto. Le principali barriere all'adozione indicate dai decision maker si concentrano sui rischi connessi alla sicurezza dei dati personali e aziendali, segnalata dal 38% dei rispondenti, sulla vulnerabilità alle frodi informatiche, indicata dal 37%, e sull'entità dei costi di implementazione strutturale, che frena il 30% delle realtà monitorate.

 

vanina acqualagna country manager paypal italia

Vanina Acqualagna, Country Manager di PayPal Italia

 

 

 

La centralità della protezione informatica e delle transazioni finanziarie emerge come l'elemento determinante per abilitare la transizione verso i nuovi modelli operativi. Vanina Acqualagna, Country Manager di PayPal Italia, ha esaminato lo scenario attuale: “L’AI sta trasformando il commercio digitale, ma la vera sfida oggi è rendere questa evoluzione affidabile e semplice da adottare per aziende e consumatori. La ricerca evidenzia chiaramente che fiducia, sicurezza dei dati e protezione dalle frodi restano i principali fattori che influenzano l’adozione del commercio agentico. Per questo crediamo che le infrastrutture di pagamento avranno un ruolo sempre più strategico nell’abilitare esperienze di acquisto sicure, senza frizioni e integrate in un customer journey guidato dall’intelligenza artificiale”. Sul piano delle aspettative economiche, i benefici attesi includono l'intercettazione di nuovi segmenti di clientela per il 52% degli intervistati, l'incremento diretto delle vendite per il 46% e la personalizzazione dei servizi per il 44%, a fronte di un 54% di professionisti convinto che il mancato adeguamento tecnologico comporterà una perdita di competitività a vantaggio dei concorrenti.

 

Le tempistiche stimate per l'impatto di questa trasformazione indicano una scadenza ravvicinata: il 59% delle imprese prevede effetti concreti sulle dinamiche di mercato entro i prossimi dodici mesi, mentre il 70% si attende una mutazione strutturale nel comportamento d'acquisto dei consumatori entro il 2027. Questo orizzonte temporale impone l'adozione del modello definito "agent-ready", basato sulla reperibilità dei cataloghi da parte dei software di scansione automatica, sull'accuratezza dei listini e sulla solidità dei layer di transazione. Attualmente, tuttavia, il livello di preparazione del sistema industriale italiano appare limitato. Solo l'8% delle aziende si dichiara pronta a gestire il commercio assistito dall'intelligenza artificiale e appena il 13% attesta la piena idoneità delle proprie infrastrutture di pagamento a elaborare transazioni eseguite direttamente da agenti virtuali autonomi, delineando la necessità immediata di investimenti mirati all'ammodernamento dei sistemi informatici.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.