L’Europa punta all’autonomia strategica nello spazio entro il 2030
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L’Europa punta all’autonomia strategica nello spazio entro il 2030

Tecnologia
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Il rafforzamento della sovranità tecnologica europea rappresenta il pilastro centrale della strategia spaziale discussa dalle 28 delegazioni degli Stati membri e associati dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

L’Europa punta all’autonomia strategica nello spazio entro il 2030

 

Nel corso della riunione tenutasi in videoconferenza, su iniziativa del ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e della ministra federale tedesca Dorothee Bär, sono stati delineati gli obiettivi di medio e lungo periodo per consolidare il ruolo dell'Europa negli scenari globali. Il vertice ha preparato il terreno per la prossima Conferenza Ministeriale Intermedia (IMM26), prevista a Roma per il 15 dicembre, in un triennio che vede l’Italia alla guida del Consiglio dell’ESA.

 

L’agenda tecnologica europea si articola attorno a tre direttrici fondamentali: l’incremento della presenza umana in orbita bassa, il raggiungimento della superficie lunare entro il 2030 e una missione esplorativa su Marte entro il medesimo arco temporale. Sul fronte dell’accesso allo spazio, è emersa la necessità di sviluppare capacità autonome di trasporto cargo e, in prospettiva, umano, attraverso la promozione di una competizione dinamica tra operatori industriali per migliorare l’efficienza dei servizi.

"Dobbiamo rafforzare le capacità europee nell’esplorazione spaziale, valorizzando le competenze industriali e tecnologiche del nostro continente, senza rinunciare alla cooperazione internazionale, a partire dalla storica partnership con la NASA", ha dichiarato il ministro Urso. In tale ottica, il dibattito ha incluso la valutazione per lo sviluppo, nel medio-lungo periodo, di un lanciatore pesante di nuova generazione e di un'infrastruttura orbitante propria.

 
 

L’esplorazione del suolo lunare trova nel programma Argonaut uno strumento chiave, in continuità con la partecipazione europea al programma Artemis della NASA. Il contributo dell’ESA, che vedrà l'astronauta italiano Luca Parmitano impegnato come pilota nella missione Artemis III, è funzionale a mantenere un ruolo attivo e di primo piano nell’esplorazione robotica e umana.

Per quanto concerne Marte, la strategia ribadisce l'importanza cruciale della cooperazione internazionale con gli Stati Uniti, considerata una condizione necessaria per affrontare le sfide tecnologiche e scientifiche insite nella missione. La volontà espressa dalle delegazioni è quella di trasformare le attuali ambizioni in asset industriali e tecnologici concreti. Come sottolineato dal ministro Urso, “l’obiettivo è fare dell’Europa un protagonista dell’esplorazione spaziale, capace di esprimere un ruolo da leader attraverso programmi ambiziosi e una crescente autonomia tecnologica, con una visione strategica all’altezza delle sfide globali del prossimo decennio”.

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