Materie prime critiche: operativo il Fondo Nazionale del Made in Italy da 900 milioni
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
23
Gio, Lug

Abbiamo 5249 visitatori e nessun utente online

Materie prime critiche: operativo il Fondo Nazionale del Made in Italy da 900 milioni

Tecnologia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Il sistema industriale italiano si dota di un nuovo strumento finanziario volto a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e a ridurre la dipendenza estera nei settori chiave della transizione energetica e digitale.

Il sistema industriale italiano si dota di un nuovo strumento finanziario volto a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e a ridurre la dipendenza estera nei settori chiave della transizione energetica e digitale. Con l'affidamento della gestione a Invimit per la componente immobiliare e al Fondo Italiano d'Investimento per quella d'impresa, il Fondo Nazionale del Made in Italy (FNMI), istituito dalla legge quadro n. 206 del 2023 promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) di concerto con il MEF, entra ufficialmente nella fase operativa con una dotazione complessiva di 900 milioni di euro. L'iniziativa mira a mobilitare capitali pubblici e privati per rafforzare le catene del valore nazionali.

 

Con questo Fondo dotiamo il Paese di uno strumento stabile di politica industriale, capace di sostenere la crescita delle imprese e rafforzare le filiere strategiche, a partire da quella delle materie prime critiche, decisive per la transizione energetica e digitale e per i settori più avanzati della nostra economia”, dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “L’obiettivo è mobilitare nuovi investimenti, mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento, ridurre le dipendenze dall’estero e consolidare la sovranità industriale dell’Italia”.

La struttura finanziaria si articola in due sezioni: il Fondo Real Asset, dotato di 300 milioni di euro, è orientato agli investimenti immobiliari di supporto alle filiere, mentre il Fondo Imprese, con una dotazione di 600 milioni di euro, interviene con operazioni dirette e indirette nel capitale delle aziende a condizioni di mercato. Quest'ultimo segmento dedicherà particolare attenzione all'intera filiera delle materie prime critiche, coprendo l'intero ciclo che va dall'estrazione alla trasformazione, fino al riciclo e al riuso, con la possibilità di estendere il raggio d'azione ad altri settori strategici individuati dal comitato tecnico del Mimit per consolidare l'autonomia industriale del Paese.

 

Con l'affidamento della gestione a Invimit per la componente immobiliare e al Fondo Italiano d'Investimento per quella d'impresa, il Fondo Nazionale del Made in Italy (FNMI), istituito dalla legge quadro n. 206 del 2023 promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) di concerto con il MEF, entra ufficialmente nella fase operativa con una dotazione complessiva di 900 milioni di euro. L'iniziativa mira a mobilitare capitali pubblici e privati per rafforzare le catene del valore nazionali.

 

Con questo Fondo dotiamo il Paese di uno strumento stabile di politica industriale, capace di sostenere la crescita delle imprese e rafforzare le filiere strategiche, a partire da quella delle materie prime critiche, decisive per la transizione energetica e digitale e per i settori più avanzati della nostra economia”, dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “L’obiettivo è mobilitare nuovi investimenti, mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento, ridurre le dipendenze dall’estero e consolidare la sovranità industriale dell’Italia”.

La struttura finanziaria si articola in due sezioni: il Fondo Real Asset, dotato di 300 milioni di euro, è orientato agli investimenti immobiliari di supporto alle filiere, mentre il Fondo Imprese, con una dotazione di 600 milioni di euro, interviene con operazioni dirette e indirette nel capitale delle aziende a condizioni di mercato. Quest'ultimo segmento dedicherà particolare attenzione all'intera filiera delle materie prime critiche, coprendo l'intero ciclo che va dall'estrazione alla trasformazione, fino al riciclo e al riuso, con la possibilità di estendere il raggio d'azione ad altri settori strategici individuati dal comitato tecnico del Mimit per consolidare l'autonomia industriale del Paese.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.