L’UE mette nel mirino TikTok: nuove accuse sulla protezione dei minori
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L’UE mette nel mirino TikTok: nuove accuse sulla protezione dei minori

Tecnologia
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Secondo l’esecutivo europeo, TikTok dovrebbe modificare le impostazioni predefinite degli account dei minori affinché i contenuti pubblicati siano visibili esclusivamente alle persone autorizzate dall’utente e non vengano automaticamente raccomandati ad altri attraverso il feed “Per Te”.

L’UE mette nel mirino TikTok: nuove accuse sulla protezione dei minori

 

L’obiettivo è limitare la diffusione dei contenuti condivisi dagli adolescenti e ridurre i rischi legati all’esposizione pubblica.

 

La Commissione evidenzia inoltre che, anche quando un account è impostato come privato, può comunque essere facilmente individuato tramite gli elenchi dei follower di altri utenti, mentre la foto del profilo rimane visibile a chiunque. Elementi che, secondo Bruxelles, non garantiscono un livello di privacy sufficiente per i più giovani.

Se TikTok non dovesse adeguarsi alle richieste europee, potrebbe essere dichiarata non conforme al Digital Services Act. In questo caso, la piattaforma rischierebbe una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale, una delle penalità più pesanti previste dalla normativa europea sui servizi digitali.

“La protezione dei minori deve essere garantita fin dal primo momento in cui accedono a Internet”, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea responsabile per la sovranità tecnologica. “Il Digital Services Act impone alle piattaforme di integrare la tutela dei minori nella progettazione dei propri servizi. Un elevato livello di protezione non dovrebbe essere una scelta opzionale, ma l’impostazione predefinita.”

 
 

L’indagine europea arriva a pochi giorni dall’apertura di una procedura analoga nel Regno Unito. Anche l’autorità britannica per le comunicazioni, Ofcom, ha infatti avviato un’indagine sulle misure adottate da TikTok per la sicurezza dei minori, con i primi aggiornamenti attesi nel mese di ottobre.

Parallelamente, la Commissione Europea ha confermato che prosegue un’altra indagine nei confronti della piattaforma, dedicata al cosiddetto “rabbit hole effect”, ovvero il rischio che gli algoritmi di raccomandazione spingano gli utenti, in particolare i più giovani, verso una fruizione compulsiva dei contenuti e una permanenza sempre maggiore sull’app. Una questione che continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni delle autorità europee nei confronti di TikTok.

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