iCEALP, il progetto INGV che studia il legame tra clima e Terra solida
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
27
Lun, Lug

Abbiamo 3815 visitatori e nessun utente online

iCEALP, il progetto INGV che studia il legame tra clima e Terra solida

Tecnologia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha avviato il progetto di ricerca iCEALP, acronimo di ice–Climate–solid Earth coupling driving ALPine uplift, inserito nel programma Pianeta Dinamico 2026–2029 e coordinato dal primo ricercatore Enrico Serpelloni.

 

L'iniziativa coinvolge un ampio consorzio multidisciplinare che comprende l'Università di Torino, la Fondazione Montagna Sicura, l'Università di Milano-Bicocca, l'Università di Bologna, l'Università di Trento, l'ENEA e partner internazionali di rilievo come il Politecnico federale di Zurigo e il centro danese DTU Space.

 

L'obiettivo principale consiste nel quantificare come i fenomeni di deglaciazione, la siccità e gli eventi idrologici estremi modifichino lo stato di sforzo e la deformazione della crosta terrestre, integrandoli nei processi tettonici che governano l'evoluzione delle catene montuose. Tra gli elementi di maggiore rilievo tecnologico e scientifico figurano la creazione di un Gemello Digitale del sistema alpino, un simulatore avanzato in grado di unire osservazioni geodetiche, sismologiche e satellitari per delineare scenari previsionali fino al 2050, e la realizzazione del nuovo osservatorio geofisico integrato AMIGHO nell'area del Monte Rosa.

 

Le attività di ricerca si svilupperanno in due laboratori naturali complementari, le Alpi e la Groenlandia, quest'ultima interessata dal potenziamento dell'osservatorio polare HySO nel Fiordo di Wolstenholme per calibrare i modelli numerici tridimensionali. I dati raccolti consentiranno di comprendere in modo approfondito i rischi geologici associati, tra cui l'instabilità dei versanti e le variazioni della sismicità, fornendo basi conoscitive essenziali per la prevenzione e la pianificazione territoriale in ambienti montani complessi.

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.